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IL FUTURO IN EQUILIBRIO (di Roberto Alice)

Meditando sull’attuale crisi economica mondiale, in essere grazie alla spinta di gruppi di potere “restauratori” di una novella aristocrazia, che passa sotto il nome comune di turbo liberisti, mi è tornato in mente un rapporto del MIT fatto diversi anni fa.
Correva il 1972 quando gli scienziati modellizzarono matematicamente diversi fattori concorrenti, come popolazione, risorse planetarie ed il loro uso, inquinamento, capacità produttiva ecc., lo studio che ne uscì, con le revisioni e puntualizzazioni successive è grosso modo sintetizzabile nel grafico qui sotto:

Dai tracciati emergono diversi aspetti, per il nostro ragionamento terrei in primo piano il benessere, inteso come felicità delle persone per raggiungimento dei personali obbiettivi; il lavoro, inteso come ore pro capite destinate all’attività di reddito, e l’energia utilizzata per vivere.
E’ noto a tutti che in un pianeta finito, una crescita infinita porta ad una “non soluzione”, visto in termini matematici un equazione di questo genere arriva ad un limite oltre il quale il risultato non esiste.
E’ altresì noto che l’automazione (Robot anche se non nella forma del nostro immaginario) rende così efficiente la produzione industriale da richiedere sempre meno tempo per realizzare un bene.
Come ci spiega il grafico sopra, non è più possibile concepire una forma industriale dove i prodotti di uso comune vengono sostituiti sempre più spesso, questo implicherebbe l’uso di energie sempre maggiori e di risorse che essendo finite (non infinite) un giorno si esauriranno.
Di contro, l’uomo per sua natura, è portato al miglioramento della condizione esistente, del resto anche la vita dal punto di vista evoluzionistico e fisico non ammette immobilità, se vogliamo è lo stesso concetto.
Da tutto ciò discende che dobbiamo immaginarci un modello diverso, ed anche l’economia deve tornare alla sua funzione, cioè strumento per veicolare benessere nella società umana.
Appena i turbo liberisti si saranno schiantati, facendo molte vittime purtroppo, dobbiamo essere assolutamente pronti a realizzare una società dove:
• Si lavorerà di meno
• Si lavorerà per avere un migliore risultato, il massimo ottenibile
• I beni dureranno anni perché saranno ben fatti e non costruiti secondo regole di obsolescenza utile al mercato dei profitti
• Saranno invece i servizi e la ricerca (quella vera e libera) ad essere in costante ed incessante evoluzione, da loro dipende la nostra crescita sul sentiero del miglioramento, in questo campo finalmente ritrovato, lavoreranno la maggior parte degli uomini e donne del futuro.
• L’economia e la moneta dovranno essere politiche atte a sostenere i sogni, realizzandoli, in quanto in tutta questa visione non è certo una risorsa reale, ma inventata da noi…. o abbiamo finito la fantasia?
In buona sostanza, l’equilibrio di cui al titolo sarà di tre forze, una in crescita, il benessere, una in diminuzione, il lavoro, una stabile (molto più bassa di adesso) il consumo di energia e risorse naturali.

Questo dovrebbe mettere l’uomo al centro e cancellare il modello del mercato come ultimo fine.
Oppure, ancora una volta mancheremo l’appuntamento con la storia, ed un’altra guerra ci riporterà indietro per ripetere la lezione che non abbiamo capito.
Ma oggi sono ottimista.

Roberto Alice

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