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IL CIRCOLO VIZIOSO DELL’INFORMAZIONE (di Jacopo Cioni)

 

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Il circolo vizioso, informazione e scelta.

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La differenza fra un’idea, e la conseguente decisione, non è data solo dalla capacità di comprendere, ma anche dalle informazioni disponibili necessarie ad elaborare l’idea stessa. Non solo, ma anche dalla capacità di cambiare la propria idea quando le informazioni avute dimostrano (o lasciano un dubbio) rispetto all’idea che avete in essere in quel momento.

Il circolo vizioso.

Se l’Italia è al 77 posto come libertà di stampa si può desumere che le informazioni che arrivano ai Cittadini italiani sono quanto meno alterate, se non addirittura nascoste o palesemente false.

Se tutti i media parlano di crisi il messaggio ricevuto è: “periodo circoscritto nel tempo in cui l’economia va male e causa i sacrifici richiesti dalle Istituzioni”. Se la crisi è stabile e non se ne esce significa che non è un periodo circoscritto ma la nuova realtà dell’economia, quindi non è una crisi, è altro!

Se le istituzioni sono occupate da persone che deliberatamente indicano cause, effetti e soluzioni sbagliate, anzi atte a modificare lo status del paese stesso, (adducendo la crisi come scusa) e non affrontano i veri nodi la persone crederanno che le soluzioni sono quelle proposte e non altre.

Se le istituzioni sono votate dai Cittadini che nella cascata ritornano poi al punto iniziale di scelte basate sulle informazioni ricevute il cerchio si completa.

La popolazione dell’intero paese è palesemente navigante in un corto circuito. Assenza di informazione, informazione deviata fra media e istituzioni, voto espresso conseguente delle informazioni ricevute.

Se non viene trovato il modo di alterare questo circolo vizioso è difficile modificare le coscienze addomesticate in direzione sbagliata, le persone agiranno contro se stesse NON comprendendo che lo stanno facendo.

Dalle votazioni in genere si desume che il 50% della popolazione si è totalmente distaccato dalla politica e dalla possibilità se pur minima di fare una scelta. La cosa interessante è che buona parte di questa percentuale si è distaccata perchè cosciente del problema, cioè non si esprime in un voto perchè ha capito che lo scibile dei partiti disponibili non li rappresenta, ma anzi gli mente palesemente attraverso i media.

Volendo possiamo dire che ha abbandonato la lotta non trovando compagni nella stessa.

Altri, di questo 50%, si sono dedicati a lotte diverse ma che nel panorama attuale sono pressoché inutili anzi disgreganti e non a caso includono tante persone che bramando una soluzione e si attaccano a qualsiasi cosa possa dargli una speranza. Assomigliano molto a coloro che in grave difficoltà si rivolgono ai maghi per una soluzione, dalla padella alla brace.

I restanti, i votanti, sono per la maggior parte quelli che non hanno capito, non offendetevi ma è cosi; continuano a votare a destra e a sinistra come se questa fosse la reale scelta da fare ed è proprio questo che dimostra il non aver capito. Badate non è colpa loro è sempre conseguenza del circolo vizioso su descritto.

Quindi tornando a bomba come lo alteri il circolo vizioso? L’unica possibilità è riuscire a dare voce anche a chi racconta cose diverse dalle solite informazioni che vengono date e recepite da chi ascolta convinto della bontà delle stesse.

Il link su in alto sotto il titolo e quello sotto vi rimanda ad una PETIZIONE per dare la possibilità ad Alternativa per l’Italia – ALI di partecipare a trasmissioni televisive sui media nazionali. Riguarda ALI, ma nella realtà prevarica questo ed è un grido per infiltrare la comunicazione con nuovi pensieri e vecchie verità. Se si altera il circolo vizioso lo si fa per tutti, anche per coloro che hanno idee diverse dalle nostre ma che, alla stessa stregua, devono trovare spazio nell’informazione.

Cliccate il link e firmate la petizione, riproponetela sui vostri profili nei social, invitate amici e parenti a firmare, diventate parte della lotta, tornate nella mischia a darci una mano, sarete il vostro futuro a cominciare dalla possibilità di sapere per scegliere.

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Jacopo Cioni

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