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Il caso Weidmann e gli attacchi all’Italia: le nostre elites ora reagiscono capendo che lo scopo è annichilirci. Non vinceremo, ci vogliono i capaci (e non i raccomandati) per difendere il Paese

Abbiamo scritto ripetutamente ben spiegando lo scopo dei nostri partners franco-tedeschi in Europa: nelle more della crisi peggiore dal ’29, ben peggiore del ’29 in forza del debito pubblico oggi immensamente più alto, questa Europa conserva la radice dell’infamia che fu alla base della II guerra mondiale quando le truppe tedesche “d’esportazione” (Waffen SS) combattevano per l’Europa, per conquistare assieme l’Europa. E conquistando – per convenienza – anche i cuori dei francesi socialisti inclusi nella “missione europea”, come ben ebbe a spiegare Robert O. Paxton.

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La differenza tra paesi periferici e corpo centrale, Francia e Germania in testa, ieri come oggi sta nella relativamente semplice destabilizzazione dei paesi ai margini del continente oltre che nella necessità di impossessarsi degli attivi altrui per sopravvivere quanto più possibile durante questa durissima crisi: lo strumento è mantenere la magia dell’euro, ossia quella moneta a cui avrebbero voluto tendere i nonni dei governanti teutonici attuali con lo scopo, molto moderno, di sfruttare la presenza degli stessi paesi deboli nella moneta unica al fine di indebolirla permettendo alle industrie da esportazione germaniche di far leva su una valuta molto più svalutata di quello che sarebbe il marco tedesco. Il resto viene di conseguenza.

Oggi l’Europa franco-tedesca ha paura…

…direi anzi terrore di perdere l’euro, una moneta che non ha più senso ormai per il continente ma ne ha moltissimo per alcuni paesi soprattutto germanofoni. Infatti per qualcuno (a Berlino) lo scopo oggi non è più fare il bene europeo ma, come ha ben spiegato il filo-anglosassone Draghi nel suo ultimo speech ufficiale alla BCE, si tratta invece di fare gli interessi del continente anche sfidando la Germania che vorrebbe decisioni strategiche ed economiche utili esclusivamente a se stessa ed ai suoi sodali. Da qui la necessità di annichilire i soggetti che possono rappresentare una minaccia e l’Italia è decisamente il paese più pericoloso per la creatura franco-tedesca, per un sacco di motivi: il Belpaese è ricco e con un debito pubblico enorme – ossia potrebbe uscire dalla moneta unica pagando il debito estero e parimenti ricattare i poteri centrali facendo leva sul proprio fardello pubblico da riconvertire in nuove lire -, è il paese più candidamente filo anglosassone in Europa, è militarmente parte integrante della difesa USA, ha contatti, relazioni, simpatie, ha una posizione geostrategica eccezionale. Da qui la spiegazione sulla vessatorietà asimmetrica del piano Verstager e del Balz report [per limitare la detenzione di bond nazionali delle banche locali a danno soprattutto italiano], della legge sul bail in [con salvataggi bancari permessi a mezza Europa in passato ma oggi non a quell’Italia che nel post sub-prime aveva contribuito a salvare i sistemi bancari altrui con decine di miliardi di euro], dell’austerità non solo inutile ma anche dannosa per i periferici, dell’Austria che blocca il Brennero da sud e quindi le merci italiane verso nord [dimenticandosi che da Tarvisio arrivano più rifugiati in direzione Italia di quelli che Vienna lamenta nella direzione opposta]: questi sono tutti esempi/strumenti asimmetrici per fiaccare gli avversari in Europa contrari all’egemonia franco-tedesca.

La fretta di chi guadagna dall’euro

Oggi il problema per i franco-tedeschi interessati con le loro azioni “asimmetriche”, notate bene, a fare il bene delle loro genti a scapito delle altre popolazioni EU sta a Washington: l’amico Obama se ne sta andando e H. Clinton molto probabilmente è già fuori gioco, la morte di Justice A. Scalia non farà altro che rendere i magistrati giudicanti sul caso delle mail da ex Segretario di Stato di H. Clinton assai rigorosi fino a spingersi a considerare la possibilità di una indagine ufficiale dell’FBI anche con una eventuale condanna per spergiuro, pena mediaticamente pesantissima in USA anche se non comminata, soprattutto per un futuro presidente.

Dunque, Weidmann che viene a Roma a criticare ed anzi a minacciare l’Italia** è semplicemente una pedina in questo grande schema, lo scopo è annientare gli avversari di questa Europa a trazione franco-tedesca PRIMA della nuova presidenza USA che se Repubblicana cambierebbe totalmente le carte in tavola. In tutto questo Roma fortunatamente NON è sola, sta nella stessa barca di Londra interessata non meno dei paesi mediterranei a spezzare il giogo austero targato Germania con supporto francese, da qui il Brexit. Or dunque lato germanico bisogna finalizzare l’attacco prima del Novembre prossimo in un contesto in cui la corrente ministrazione USA pur cooperativa con il dominus EU per la soluzione di problemi economici contingenti NON si vuole sporcare le mani annichilendo quel che resta dell’opposizione europea all’asse – memento, i problemi per la casa automobilistica VW sono stati risolti negli incontri di Hannover della scorsa settimana, saranno multe salate ma non salatissime, si possono ricomprare i bonds e le azioni dell’auto del popolo! –.

FireShot Screen Capture #281 - 'Economia - Draghi_ “La mia nazionalità appassiona solo i media tedeschi” I l'Unità TV' - www_unita_tv_focus_draghi-la-mia-nazionalita-appassiona-solo-i-media-tedesch

Da qui Weidmann a Roma per cercare di dinamitare l’opposizione italiana all’austerità ad esclusivo vantaggio franco-tedesco, Weidmann NON invitato dagli italiani ma con un viaggio organizzato dal proprio ambasciatore a Roma, della serie se la cantano e se la suonano. Da qui le parole di Draghi secondo cui “la mia nazionalità (italiana) appassiona solo i media tedeschi”… In tutto questo vi prego di essere freddi e capire che Weidmann a Roma è più un sintomo di debolezza che di forza, direi anzi di disperazione.

La “recente” reazione delle nostre elites all’attacco tedesco

Le nostre elites – che elites! – dopo aver avallato la defenestrazione di Berlusconi e soprattutto l’ascesa di Monti ad assoluto svantaggio italico, dopo oltre 4 anni si svegliano e scoprono come d’incanto che questa Europa austera non è interessata al bene comune ma nel lungo termine solo ad annichilire il Belpaese per propri interessi asimmetrici, direi anzi per far sopravvivere il benessere selettivo di alcuni paesi dominanti ma strutturalmente nei guai, Francia e Germania in testa, a scapito di altri, meglio se ricchi e presuntuosi. E quindi le nostre elites hanno finalmente realizzato che anche le loro ricchezze private sono in pericolo!

sole24ore_fate-presto

Prendiamo l’intervento di Roberto Napoletano di ieri sul Il Sole 24 Ore, “Loro e Noi”: giustissimo intervento, peccato che arrivi da un soggetto che ieri avallava il sacco d’Italia figlio del golpe del 2011, un vero golpe, ve lo ricordate l’articolo “Fate Presto” del 10 Novembre 2011? Da rileggere. Le nostre elites prima permettono che ci attacchino e che quasi ci sfondino ed ora che han capito che alla lunga ci perderanno anche loro – privatamente – iniziano a starnazzare… Oche! O meglio, capponi (di Renzo).

Purtroppo non ce la faremo

Per combattere alla pari con coloro che – forti, possenti ed ingombranti – per sopravvivere loro stessi sono necessariamente interessati ad annichilire i paesi periferici soprattutto se ricchi – in particolare l’Italia – bisogna essere preparati, bisogna usare tutte le armi a nostra disposizione. Ossia, i migliori talenti, le forze migliori, le più sane. Noi invece, le nostre elites, usiamo i soliti raccomandati: dove volete che andiamo con una banda raffazzonata di raccomandati, grembiulini, lacchè, pisciasotto ecc. ecc.? Andiamo ad esempio a vedere chi ha scritto negli anni gli articoli sulla stampa mainstream contrari all’attacco agli interessi del nostro paese, ad esempio l’attacco alle nostre aziende: l’unico articolo che ho letto, serissimo, concreto, difensivo, anche cattivo quanto necessario è stato quello di Fabrizio Tamburini sul Corriere della Sera contro la vendita degli assets ex Finmeccanica, Avio in particolare*. Peccato che il Tamburini che scrisse detto articolo fu il fondatore di Radio24, bravo, capace e visionario. E defenestrato da R. Napoletano al Sole 24 Ore… Ora capite cose intendevo dire…

Insomma, con questo andazzo dove volete che andiamo? Vedrete che alla prima occasione i moderni collaborazionisti di turno riceveranno un’offerta di lavoro presso qualche impresa magari recentemente acquistata dai francesi o dai tedeschi in Italia e il gioco si chiuderà. Se vogliamo veramente difendere quel che resta dell’interesse nazionale bisogna puntare su forze nuove, integre, capaci, pronte a combattere fino in fondo e soprattutto con esperienza sul campo, gente che conosce gli avversari ed ha voglia di mettere a frutto l’ingegno italico per obiettivi comuni.

FireShot Screen Capture #283 - 'Ranieri, il perdente di successo e le vittorie _one shot_ I Sky Sport' - sport_sky_it_sport_calcio_italiano_2012_03_21_juventus_inter_ranieri_perdente_di_successo_vittor

Spero che questo intervento scateni interventi e fin anche reazioni. Come successe prima della sostituzione di Cadorna con Diaz, un comandante figlio di un generale che stava per farci perdere la guerra, con uno capace ma figlio di nessuno che invece ce la fece vincere (o perlomeno non perdere).

E citiamo anche il personaggio del momento, l’allenatore Ranieri del Leicester: quando non vinceva in Italia gli affibbiarono l’etichetta di perdente ed ora che vince vediamo gli ignavi nostrani cercare di sfruttare a nome dell’Italia l’onore ed i risultati di un italiano che semplicemente è dovuto emigrare per dimostrate il proprio valore…

Mitt Dolcino

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*http://www.corriere.it/economia/corriereconomia/13_ottobre_17/avio-spazio-l-offerta-safran-golden-share-dipendenti-soci-5c60b7f6-3700-11e3-ab57-6b6fcd48eb87.shtml

**http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/26/conti-pubblici-il-presidente-della-bundesbank-italia-ha-violato-spesso-il-patto-di-stabilita-padoan-troppo-ottimista/2673592/

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