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I Puritani che:«Svalutare competitivo è peccato» E i dolori del giovane esportatore Werther.

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L’inquisizione da qualche secolo è stata abolita ed è già un passo avanti, ma la caccia alle “streghe” della svalutazione competitiva continua sempre…

I padri puritani de’ noantri che scrivono in alcuni giornali ed ospiti televisivi, fanno lezioni di moralità imponendo l’ espiazioni dei peccati anzi del peccato originario italiano, vale a dire la famosa svalutazione competitiva, ma anche difensiva, della lira che ci ha permesso di essere la sesta potenza del mondo e secondo Paese esportatore in Europa.

Oggi il puritanesimo eurista nostrano, loda la moralità della moneta unica, perchè questa ha permesso la fine di tale “perversione” svalutativa italiana, soprattutto grazie ad una Germania che vede e provvede cui noi dobbiamo essergli fedele come una brava moglie…
Ma proprio nella concezione popolare dell’antichità il marito (la Germania) era cacciatore quindi poteva anche tradire la moglie…
Ebbene oggi, per quelli che” la svalutazione competitiva è brutta, cattiva ed immorale” vorrei ricordargli che la più grande svalutazione competitiva del secolo è stata attuata proprio dalla Germania.
I tedeschi grazie al’eurozona si sono liberati da un marco forte il quale non era assolutamente competitivo rispetto alle monete lira, pesetas, franco francese, dracma…
Pertanto con l’arrivo dell’euro i Paesi del sud Europa hanno adottato una moneta troppo rivalutata per le loro economie ed automaticamente la Germania si è ritrovata, in base alla sua economia e base industriale, una moneta svalutata nei confronti del loro ex Marco pesante. Il risultato è stato che proprio dal 2002 ad oggi l’aumento dell’export tedesco non ha conosciuto ostacoli, gli accumuli di surplus della sua bilancia commerciale sono stati pari ai deficit delle bilance commerciali dei Paesi del Sud Europa.
Ma l’apice della svalutazione competitiva tedesca raggiunge il suo culmine con blocco della sua rivalutazione monetaria, ai moralisti del :”svalutare è scorretto”, vorrei ricordare che una quando una nazione ha un grande volume d’esportazione grazie ad una moneta competitiva, oltre una certa quota di export seguirà una fisiologica ed inevitabile rivalutazione della sua moneta.
Le nazioni che importano prodotti da un’altra che li esporta, dovranno domandare la moneta del Paese venditore  per poter acquistare i suoi prodotti, quindi per la legge della domanda e dell’offerta, ci sarà una rivalutazione di quella moneta che era  piu’ competitiva prima Pertanto per quel Paese che continuana ad esportare, si ritroverà inesorabilmente una moneta più rivalutata e la quota d’export incomincerà a scendere evitando squilibri delle bilance commerciali tra gli Stati, fenomeno che purtroppo sta accadendo proprio nell’ eurozona.
Perchè allora la Germania ha bloccato la sua rivalutazione monetaria? Semplice perchè esporta maggiormente nei Paesi dell’area euro, quindi non si verificherà mai una dinamica concorrenziale di domanda ed offerta delle monete, dato che di moneta c’è una sola vale a dire l’euro, è come se la Lombardia esporta in Sardegna, non ci può essere concorrenza e fluttuazione della moneta tra queste due regioni italiane. Pertanto l’export tedesco verso gli atri paesi dell’eurozona può continuare ad aumentare all’infinito senza che Berlino possa temere una rivalutazione della moneta unica da parte dei Paesi importatori del sud  Europa.
Diversamente, i dolori del “Giovane esportatore Werther” si verificano nei altri Paesi europei non euro ed extra UE, forti delle loro divise svalutate nei confronti della moneta unica…
In questo caso la bilancia commerciale tedesca è in negativo, la loro competitività dagli occhi azzurri e capelli biondi entra in crisi,  ma guarda un pò…
Quindi dico a coloro che: “Svalutare competitivo è da adulterio”  che chi è senza peccato, scagli la prima pietra”

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