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I PREZZI CRESCONO IN TUTTO IL MONDO, TRANNE CHE IN ITALIA. ENDGAME ?

 

I prezzi si stanno scaldando un po’ in tutto il mondo. Già tempo fa avevamo parlato dell’aumento dei prezzi alla produzione in Cina, dato che possiamo ricordare da questa immagine.

Ora l’aumento dei prezzi alla produzione delle materie prime si sta facendo sentire. Vediamo l’indice Bloomberg delle MP

del resto il prezzo del petrolio si è praticamente raddoppiato nell’ultimo anno. Guardiamo il prezzo del WTI, passato dal 27,4 a 53,95.

Questo risveglio dei prezzi alla produzione e delle materie prime, come già da tempo abbiamo detto, inizia ad avere effetti sulle inflazioni dei paesi con un’economia vitale. Ad esempio la Germania inizia ad eavere un risveglio inflazionistico.

Anche gi USa seguono un andamento inflazionistico simile

Per non aggiungere troppi grafici posso dirvi che la Cina viaggia con un’inflazione al 2,3%.

Questo innalzamento dei prezzi è dovuto non solo a dinamiche esterne , cioè ai prezzi della materie prime, ma anche a dinamiche interne ,  cioè all’andamento economico positivo. L’inflazione “Core” , cioè depurata dall’inflazione importata , è in crescita, in Germania siamo su un 1,22% con un previsionale simile per il 2017, negli Stati Uniti siamo al 2,1%.

Insomma le economie vitali stanno sentendo una spinta inflazionistica che sta  avendo effetto a livello di tassi di interessi, in via di risveglio negli USA, in subbuglio in Cina ed ancora calmierati solo dalla BCE:

Parlavo di economie vitali, non di zombie economici che sono vivi solo nei proclami del governo, come l’Italia .

Infatti la nostra inflazione, nonostante l’aumento dei prezzi delle materie prime, è piatta come l’elettrocardiogramma della nostra economia, o l’encefalogramma di chi disegna la nostra politica economica

La nostra inflazione è  zero , come si deve per un cadavere. L’andamento dei costi alla produzione è anche peggio di quanto mostrato al consumo.

Insomma siamo un bel cadavere in mezzo a degli essere viventi. avremmo bisogno di una spinta economica , che però nessuno ci dà nè, ci darà nel prossimo futuro. Anzi si prospettano tempi neri, o nerissimi. La Germania sta raggiungendo gli obiettivi inflazionistici della BCE, cioè il 2 %. Già la banca centrale ha “Addolcito” il QE a partire da Marzo 2017, potete stare sicuri che la Germania farà fuoco e fiamme per poter vedere il QE terminare entro il 2017, o per lo meno per vederlo ridotto ai minimi termini, magari con acquisti mensili ridotti a 30 miliardi dagli 80 attuali e dai 60 di Marzo. La Merkel ha anche le elezioni e per lei ottenere un innalzamento dei tassi della BCE significa ottenere pensioni più alte per i propri cittadini, non  scordiamolo !

quindi la Germania farà veramente di tutto per far finire il QE e far aumentare i tassi, seguendo l’esempio  USA. Però un aumento dello 0,5% del tasso di interesse sono MILIARDI in più che noi dobbiamo sborsare sul nuovo debito.  Quindi ci troveremmo con questo mix esplosivo:

  • un’economia che cresce al rallentato rispetto agli altri e quindi con un’inflazione contenuta (max 0,6%-0,8& nel 2017, ma forse neanche…)
  • una maggiore pressione sul nostro debito, perchè comunque da un lato la BCE alleggerirà il QE, dall’altro vi è comunque una tensione inflazionistica mondiale con aumento dei tassi.

Aggiungiamo un atteggiamento meno benevolente degli USA sul surplus di bilancia commerciale europeo ed abbiamo una bella bomba atomica economica pronta per noi. Questa sarà la vera prova del fuoco dell’euro, perchè avremo un’economia importante, la seconda industriale dopo la Germania, avvitarsi in un loop negativo di deflazione-deficit di bilancio- decrescita.

Ci saranno due soluzioni:

  • una improbabile maggiore unità europea, con pesanti investimenti nel nostro paese da parte dei paesi nordici, in cambio, magari, di una risistemazione istituzionale. Però quando intendo pesanti, non penso allo pseudo piano Junckers, ma a cifre di 50-70 miliardi specifici in industrie ed infrastrutture ed industrie.
  • una nostra uscita dall’euro con svalutazione e piano autonomi di investimenti per la crescita.

La terza posizione possibile sarebbe quella di permanere nello status quo, con un progressivo impoverimento e la possibilità di sommovimenti sociali anche violenti. La fine è vicina

Grazie per l’attenzione

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