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Grecia: La storia dei 40 mld di credito italiano verso Atene e i surplus di bilancio. Chiarimenti.

Yanis Varoufakis, Greece's incoming finance minister, attends the handover ceremony in Athens, Greece, on Wednesday, Jan. 28, 2015. Varoufakis, is gearing up for negotiations with the euro area that have been on hold since December as Greece entered an election campaign. Photographer: Yorgos Karahalis/Bloomberg via Getty Images *** Yanis Varoufakis

L’enorme bluff che si sta costruendo sul possibile Grexit, come ad esempio l’arrivo delle piaghe d’Egitto per la popolazione greca se il Paese tornasse alla Dracma, include anche la storia dei 40 mld di crediti italiani verso la Grecia che rischiano di andare persi.
Bisogna mettersi l’anima in pace, perchè questi 40 mld di “crediti” verso la Grecia fanno parte dei 60 spesi dall’Italia per i fondi salva Stati, dal 2010, questa quota è a fondo perduto. Ovvero se la Grecia esce dall’euro o rimane nell’eurozona trovando un accordo in extremis, i 40 mld, ripeto, NON tornano nelle casse dello Stato italiano! La liquidità versata per i Fondi Salva Stati, ora MES o ESM non sono prestiti elargiti dallo Stato italiano destinati a rientrare, ma una quota da pagare secondo accordo internazionale.
Cattura ESM

Discorso diverso per i crediti PRIVATI italiani verso la Grecia, ma il grafico mostra come l’entità sia minima, le banche italiane sono esposte per circa 1 mld, e in caso di default greco, l’impatto non sarebbe devastante per la nostra economia e comunque la Grecia con il riappropriarsi della sua sovranità monetaria potrebbe gestire il debito con i privati e senza assurdi vincoli di bilancio. Avendo il controllo dell’emissione di moneta, la Grecia non rappresenterebbe più un rischio per accedere ai mercati, i quali questa volta non presteranno in modo scellerato, drogando l’economia locale come ai primi tempi dell’euro.
Da notare come l’austerità applicata in Grecia e i danni annessi  sia servita solamente per far recuperare i crediti delle banche francesi, tedesche, olandesi  e in parte quelle italiane.

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In cinque anni la TROIKA ha fatto recuperare 77 mld di crediti privati (banche principalmente) francesi, 32mld tedeschi, 11 olandesi e 5mld italiani (ricordiamo però che abbiamo pagato come citato prima 40 dei 60mld per i fondi salva stati). Pertanto alla popolazione greca non è andato neanche un centesimo, anzi i tagli al settore pubblico sono stati micidiali: 

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fonte: http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/occasional_paper/2014/pdf/ocp192_en.pdf

L’enorme riduzione dei deficit e gli avanzi primari hanno di fatto contratto il pil e pertanto reso il rapporto % con il debito pubblico sempre più insostenibile.
Ecco perchè qualsiasi richiesta dei creditori sulla Grecia nel raggiungere avanzi primari dell’1% per quest’anno e successivamente 2, e 3.5% per gli anni successivi è alquanto irrazionale, perchè andrebbe a minare la crescita greca e quindi rendere insostenibile il debito pubblico greco che arriverebbe a toccare entro due anni il 200% del pil come confermato anche da Wolfgang Munchau.

Cattura grewefasf

Il discorso sull’insostenibilità del debito vale anche per le offerte del governo greco, ossia un surplus primario dello 0,75% per accontentare i creditori, anche se inferiore rispetto alle richieste del Bruxelles Group (ex TROIKA). In sostanza, per ottenere prestiti, la Grecia dovrebbe rendere insostenibile il debito pubblico (assicurando surplus primari che vanno ad aumentare il rapporto % debito-pil) rendendo ancora più difficile la restituzione dei suddetti prestiti.
Se questo non è un gioco al massacro…

Cattura varyuifaiuss
L’uscita dall’eurozona da parte della Grecia, sarebbe un disastro per quella  politica che ha investito tutto sull’eurozona, spacciandola come IRREVERSIBILE.
Dall’agroalimentare al turismo, con una dracma flessibile, la Grecia otterrebbe quella competitività in questi settori merceologici senza dover tagliare pensioni e salari.

Jean Sebatien S. Lucidi

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