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Germania: Più profitti ma meno investimenti, l’epilogo finale…

Trabant

Chi di profitti ferisce di profitti perisce…
Dall’introduzione dell’euro la Germania ha accumulato profitti derivanti da un eccessivo export grazie ad un euro svalutato per la loro economia, accompagnata da un taglio del costo del lavoro tramite i famosi mini jobs. Mentre per l’Italia, Grecia e Spagna rivalutato in termini di cambio reale effettivo, parametro escluso a priori nei bar dello sport, per il fatto che 1 euro avrebbe un valore nominale da Palermo a Berlino.
Dal 2005 fino al 2013 la Germania ha avuto un tasso di cambio effettivo reale INFERIORE a quello greco, italiano, francese e spagnolo.
Cattura tasso effettovo
(fonte eurostat)

Quindi grazie alla deflazione salariale tedesca , indice prezzi a consumo più bassi ed apparato economico con la presenza di un cambio nominale rigido in Europa, ha potuto approfittare nell’accumulare surplus commerciali a svantaggio dei suoi altri Paesi competitors, (http://scenarieconomici.it/i-puritani-chesvalutare-competitivo-e-peccato-e-i-dolori-del-giovane-esportatore-werther/) i quali non non avendo una moneta flessibile hanno e devono tutt’ora flessibilizzare il lavoro creando deflazione salariale arrecando di conseguenza un crollo dei consumi. 

Ma i nodi vengono al pettine, perchè vivendo di profitti derivanti da eccessivi surplus drogati da una moneta artificiale, la Germania NON ha investito per il lungo periodo, scegliendo invece guadagni per il breve periodo, che non potranno tutelare la sua economia ora che sta cedendo a causa del crollo dei suoi mercati di sbocco (http://scenarieconomici.it/germania-lausterita-imposto-alleuropa-fa-schiantare-sua-industria/).
Credo che finchè la Germania adotterà l’euro, la sua economia si orienterà nell’esportare sacrificando la domanda interna, cercando di accumulare profitti ed imponendo austerità per completare la sua azione di recupero crediti in Europa per preservare i danni da insolvenze e svalutazione prestiti da parte dei suoi creditori.
Gli investimenti pubblici probabilmente torneranno quando il Paese adotterà di nuovo il  Marco (probabilmente pesante) che essendo meno competitivo all’estero sarà più adatto per la spesa pubblica interna. Questo starà a dimostrare che la moneta unica NON è mai stata una moneta per investimenti pubblici, bensì solamente per i profitti legati alla finanza, generati durante il ciclo di Frenkel, con la speculazione dei debiti sovrani del sud Europa  facendo rifinanziare poi la Germania a tasso zero ed in finale l’euro è una moneta che fomenta il mercantilismo per i meccanismi spiegati sopra.

Gli investimenti tedeschi sono stati inferiori a quelli italiani per % sul pil di ben due punti, notizia che l’informazione italiana NON renderà mai nota…



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