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Miracolo: Anche il Fatto Quotidiano riconosce che Donald Trump ha ragione sulla Germania che abusa dell’euro (e dei periferici)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/17/sulla-germania-the-donald-forse-ha-ragione/3397615/

Quasi non ci credevo quando ho letto l’articolo citato. In fondo forse la nostra ambizione storica come SE era proprio questa, superare le partigianerie politiche e far capire che oggi è nell’interesse del 99.9% della popolazione italiana uscire dalla moneta unica, resta fuori quello 0.1% che invece gode e vive di enormi rendite e per di più non riesce a capire che, se tali ricchezze vogliono essere godute, è meglio per tutti cambiare registro europeo. Perchè altrimenti salta la pace sociale e dunque, successivamente, rischiano di non esserci più regole…

Si, fino ad oggi abbiamo fatto divulgazione, da anni ormai, credendoci e tutto sommato ipotizzando di non dover avere nessun nemico tra gli italiani visto che davvero riteniamo che questa EU a trazione franco-tedesca sia un danno per i concittadini, senza distinzione di classe o politica.

Forse – pensavamo – qualcuno ancora non capisce, questa era la nostra giustificazione quando vedevano cotanto supporto per un progetto che – a noi sembra chiarissimo – punta a farci diventare colonia non benestante ma consumante nonché serbatoio di manodopera a basso costo, anche un terzista di lusso se volete che però non deve arricchirsi (questo privilegio deve spettare solo alla Germania…). Da qui lo scontro con molti della sinistra governativa che continuano e continuavano ad arroccarsi sull’ineluttabilità della moneta unica, sostenendo che in ogni caso non conviene uscirne. Magari anche per mantenere qualche privilegio personale, chissà…

Oggi forse hanno capito che rimanendo nella moneta unica non si correggeranno comunque le storture tra “chi ha” e “chi non ha” ed anzi ci troveremo a far pagare il conto soprattutto alla classe sociale più debole e che storicamente ha maggiormente supportato la sinistra italiana, i pensionati; vediamo dunque i primi segni se non di rinsavimento quando meno di apertura verso chi da anni (almeno dal 2009-2010) la pensa in modo diverso, senza ipocrisie.

Si, per chi non l’avesse ancora capito l’INPS, sta saltando per aria e non sarà più in grado di pagare le pensioni al 100%: oggi forse oggi anche i più riottosi stanno riconoscendo che a restare in questa EU, dovrei dire in questo euro, si corrono rischi enormi soprattutto per le classi meno abbienti.

Ecco dunque la gioia nel vedere che anche il Fatto Quotidiano, forse una delle testate più legate sia alla sinistra che all’EU (anche per proprie questioni ideologiche), riconoscere il rischio di un crollo del sistema Italia a causa dell’austerità – senza fine – euroimposta.

E questo accade dopo che addirittura Sanders, il candidato alla presidenza USA più a sinistra a memoria d’uomo, ha dichiarato di essere pronto a lavorare con Trump per sue politiche pro-lavoratori (lo stesso Sanders che alcuni giorni fa in diretta sulla CNN ha dileggiato la CNN stessa come fake news e casualmente il collegamento con il leader Dem americano imppovvisamete cade “per motivi tecnici“, pazzesco, fate click sul video per essere reindirizzati): oggi leggiamo non senza stupore sulla sua versione online di FQ questo splendido articolo della voce.info, che vi proponiamo.

In pratica nell’articolo proposto si riconosce che Donald Trump può avere ragione – diciamo che ha ragione, facciamo prima – relativamente alla Germania che si approfitta dell’euro e quindi dei paesi periferici che ne pagano le conseguenze in termini di austerità. Ossia Berlino si avvantaggia di una moneta comune molto più svalutata di quello che sarebbe il marco tedesco, viceversa ad esempio per l’Italia. Precisamente le stesse cose che diciamo noi da anni!

Magari anche FQ ha capito che i primi a subire gli effetti deleteri di un futuro taglio delle pensioni – causato da minori contributi versati a causa della crisi perdurante, essa stessa conseguenza della folle austerità euroimposta – saranno certamente i pensionati della magistratura ossia gli interessi che la testata spesso ha rappresentato in passato, che sono anche coloro che percepiscono le rendite pensionistiche maggiori [il vero merito per l’articolo va a lavoce.info, testata tecnicamente competente].

Il sogno di chi scrive è vedere gli italiani allineati verso un obiettivo comune, quando siamo uniti riusciamo a fare cose grandissime. Storicamente l’errore italico è stato forse coniare – e spiegare – il termine cesariano di dividi et impera, oggi sembra che dopo averlo inventato si goda a che gli altri lo usino contro di noi.

Buona lettura (fate click sull’immagine dell’articolo o sul link, sopra, per essere reindirizzati).

MD

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