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Fitoussi: Basta con l’austerità di Marcello Bussi

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Democrazia a rischio nel Vecchio Continente. Hollande si allei con Renzi per cambiare politiche mirate solo a ridurre il debito pubblico. La Germania non riuscirà mai a competere con gli Stati Uniti.

Grande conoscitore dell’Italia (insegna alla Luiss ed è consigliere d’amministrazione di Telecom Italia ), l’economista francese Jean-Paul Fitoussi da tempo ha un atteggiamento critico nei confronti dell’Ue. Nei giorni scorsi è stato protagonista, insieme a Romano Prodi e al premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz, del dibattito più atteso alla Prima Biennale dell’Economia Cooperativa, organizzata a Bologna dalla LegaCoop guidata da Mauro Lusetti.

Domanda. Con la vittoria inaspettata della Brexit al referendum, l’Ue è entrata in crisi conclamata. Può resistere all’impatto dell’uscita di Londra?
Risposta. In Europa sono state fatte grandi promesse. Ai cittadini è stato detto: facciamo la globalizzazione e vedrete come sarete felici. Stesso discorso per il progresso tecnologico e per l’Unione europea. Nessuna di queste promesse ha dato frutt, al contrario. Il Regno Unito è il Paese europeo dove la disuguaglianza è più forte, mentre la Germania è il Paese dove è aumentata di più dall’inizio degli anni 2000. Di fronte a questi risultati, gli elettori reagiscono con il seguente ragionamento: ci prendono in giro, dunque votiamo per i partiti estremisti, che hanno sempre detto che la globalizzazione, l’Europa e la tecnologia non danno la felicità. Il successo di questi partiti costringe i governi normali a fare propri alcuni dei loro atteggiamenti. Il referendum sulla Brexit è stato indetto perché è comparso un partito estremista, l’Ukip, che ha minacciato la supremazia dei Conservatori.

D. Quindi lei è convinto che le attuali politiche europee aumentino le diseguaglianze?
R. Direi che l’Europa è stata concepita per non risolvere i problemi dei popoli.

D. Allora con quale obiettivo è stata concepita l’Europa?
R. Con un solo obiettivo: diminuire il debito pubblico. Del resto non importa. Disoccupazione, precarietà, diseguaglianza non importano. Non ci sono politiche disegnate per combatterle. L’Europa ha solo politiche per abbassare il debito pubblico e non riesce nemmeno a fare quello.

D. Perché l’Europa si è posta quest’unico obiettivo?
R. Per l’atteggiamento della Germania, che aveva paura del contatto con i Paesi del Club Med. Paesi che non considera seri e quindi devono avere i conti puliti a casa. E così sono arrivati il Patto di Stabilità, il six pack e altri pack. Abbiamo firmato tutto questo e adesso abbiamo le mani legate. In Europa il solo diritto consentito alla popolazione è quello di cambiare il governo, ma non di cambiare politica. La caricatura di questa situazione è quello che succede in Grecia. È stato eletto Alexis Tsipras, che prometteva di cambiare le cose, ma poi ha fatto come gli altri. È terribile. Questo comportamento fa arrabbiare gli elettori.

D. Ma è colpa di Tsipras, che non è abbastanza deciso, oppure non poteva fare altrimenti?
R. Tsipras non ha la possibilità di fare altro perché hanno cambiato le istituzioni. Anche Romano Prodi aveva detto che il Patto di Stabilità è stupido. Ma quando è diventato presidente del Consiglio che cosa ha fatto? Ha applicato il Patto di Stabilità. L’attuale quadro costringe i governi a fare una politica che non coincide con le loro convinzioni.

D. Quindi l’Ue è irriformabile e l’unica alternativa è fare come gli inglesi, che se ne sono andati?
R. C’è una sola riforma possibile: creare un vero governo europeo federale. Oggi nessuno è responsabile delle proprie azioni. I governi nazionali dicono: se le cose vanno male non è colpa mia, ma dell’Europa. Mentre l’Europa replica: è colpa dei vostri governi. Per questo o nasce un governo federale oppure l’Europa si spaccherà.

D. E la Francia come si pone in questa partita?
R. La Francia è come l’Italia, anzi un po’ peggio. Anche Prodi auspicava un’alleanza Francia-Italia per rendere meno austera questa Europa, ma alla fine la Francia si è sempre schierata con la Germania. Nicolas Sarkozy veniva chiamato il tutù di Angela Merkel, adesso si dice lo stesso per François Hollande. Il governo francese ha una paura terribile dello spread, c’è il timore che se si allontana dalla Germania finisca come l’Italia nel 2011.

D. Ma ora c’è il rischio che l’anno prossimo Marine Le Pen vinca le elezioni presidenziali.
R. Non credo che vincerà. Ma non so se non lo credo solo perché mi sembra una cosa terribile. Io me ne andrei dalla Francia.

D. Verrebbe in Italia, allora?
R. Sì, ma se poi vince Beppe Grillo dove vado? In Francia non si accorgono, o fanno finta di non accorgersi, che stanno giocando con la democrazia. Il rischio maggiore è perdere la libertà. È una cosa forte da dire, ma è vero.

D. In Germania ne sono consapevoli?
R. Sì perché hanno avuto una lezione dalla storia. Penso però che l’Europa non sia più interessante per Berlino. La Germania ha ritrovato la Mitteleuropa, che gli conviene perfettamente in termini di dominio politico e di competitività economica.

D. La Germania preferirebbe quindi starsene per proprio conto?
R. Ragionano così: o gli altri fanno come diciamo noi oppure se ne vanno. Ma noi siamo comunque tranquilli perché abbiamo la Mitteleuropa.

D. I casi Volkswagen e Deutsche Bank potrebbero far pensare che sia in corso una guerra commerciale fra gli Stati Uniti e la Germania.
R. Questa guerra verrà persa da Berlino. Se si guarda alla performance economica della Germania nell’ultimo decennio vediamo che è stata molto bassa. In tempi normali avremmo detto che la Germania è malata. Non si può dire lo stesso degli Stati Uniti, anche se la crisi è scoppiata proprio là. Gli Usa hanno una capacità di crescita che la Germania non ha dimostrato di avere. La Germania ha la capacità di essere più competitiva dell’Italia e della Francia quando questi due Paesi vanno male, ma contro un attore forte come gli Usa i tedeschi non hanno dimostrato nessuna capacità.

D. Ma lei pensa che sia possibile cambiare le politiche di austerità dell’Ue?
R. Si può cambiare qualche cosa solo se Hollande e Renzi diranno: adesso basta, noi facciamo le nostre politiche. Allora la Germania replicherà: ma voi non rispettate il Patto di Stabilità. E la risposta dovrà essere: non importa, perché conta il benessere della popolazione, non il Patto di Stabilità e tutte le altre regole stupide.

D. La Francia dovrebbe quindi allearsi con l’Italia?
R. Oggi la Francia è il Paese dove la libertà è più a rischio: da Marine Le Pen al terrorismo alla disoccupazione. Se Parigi non adotta politiche forti, che corrispondano alle nostre condizioni di salute, la libertà è a rischio. Non capisco perché Hollande non sia andato a dire a Renzi: io ti seguo per fare cambiare rotta all’Europa.

D. Quindi Renzi può cambiare l’Europa?
R. Renzi ha un atteggiamento molto forte su questi punti. Si potrebbe obiettare: proprio come Tsipras. Ecco perché c’è bisogno di Hollande. Ci vogliono due Paesi grossi che dicano alla Germania: ora basta.

D. Ma lei pensa che alla fine Francia e Italia ce la faranno a cambiare l’Europa?
R. Renzi e Hollande devono dire solo: noi andiamo avanti con le nostre politiche, voi prendete i vostri trattati e tornate a scuola per capire come si gestisce una società moderna.

Marcello Bussi, Milano Finanza, 15 ottobre 2016

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