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European Redemption Fund: quanto al ribasso sono disposte a puntare le elites?

Nel realizzare il video ERF (European Redemption Fund, la nuova penitenza per l’eurozona) in occasione dell’invito che ho ricevuto in novembre di conferire presso la London School of Echonomics assieme ad altri componenti di Riscossa italiana, mi sono chiesto, sollecitato da Marco Santero (coautore del video) se esista un limite sotto al quale le elites siano disposte a far scendere il livello sia culturale che caratteriale delle masse e quale possa essere il tornaconto nel governare sul tipo di mondo che si sta delineando.

Il mio pensiero, da quando ho cominciato a collegare i puntini, è che – filosoficamente parlando – la distruzione del modello sociale italiano può essere giustificato soltanto dalla instaurazione di un modello più avanzato ed evoluto.

Insomma, ribaltando il punto di vista canonico, cosa dobbiamo aspettarci da delle salme come quelle che “ci comandano” non riflettono un minimo di quel barlume che traspare dai libri di filosofia e che ho studiato sapere essere fondamento dell’arte rinascimentale di quel genio divino che dovrebbe pervadere l’umanità?

Ma dov’è il progetto ed ancor prima dove sta la fiamma di quella presunta superiorità delle elites di fronte alla quale sarebbe d’obbligo chinarsi in favore della prossima evoluzione?

In altre parole, assodato il fatto che non esiste un limite di sopportazione sotto il quale gli italiani non siano disposti a scendere esattamente così come viene dimostrato quotidianamente da decenni, dove si trova il punto di rottura del sistema ammesso che questo esista?

Se di ambizione di potere si tratta e se anche fosse che l’obiettivo delle lobbies fosse che a detenerlo sia l’1% della popolazione sul restante 99%, che cosa avranno ottenuto in quel fatidico giorno?

Il regno su 6 miliardi di schiavi di cui il 99% appresso all’alfabetismo intellettuale? E’ questo il grande disegno oppure la costruzione del nuovo ordine mondiale avrà altri scopi?

No, perché se ad un cittadino oggi “conviene” andare a lavorare per 800 euro al mese, potranno scendere a 500, 400 come già per il call-centeristi sin dalla legge Maroni-Biagi, ma siccome non siamo cinesi – neppure nei difetti – come si regge il sistema di sfruttamento italiano se ad un certo punto sarà più conveniente andarsene in spiaggia che ad andare al lavoro (e in questo siamo molto più bravi dei cinesi)?

Riflettiamo su quanto poterà calare la qualità del nostro stile di vita lasciando a “loro” la decisione su quel punto di rottura guardandoci il video.

Autore: Costantino Rover

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