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EURO ED UNIONE EUROPEA: I MOSTRI CHE DISTRUGGONO LA RICCHEZZA E LA SOCIETA’ EUROPEA

euro crisi

 

La volontà pervicace della burocrazia germanofilo europeista  di salvare l’euro e, nello stesso tempo, di regolare in modo centrale ogni attività creditizia sta creando una situazione che sarebbe ridicola, se non fosse tragica.

Ci rifacciamo qui a diversi grafici pubblicati dall’ottimo sito Voci dall’Estero www.vocidallestero.it che po completeremo con ovvie e logiche osservazione che , purtroppo, non  vengono ancora fatte ai piani alti nazionali e che mai verranno fatte ai piani alti europei.

La normativa del bail in europeo sul sistema bancaria , la BRRD (Bank recovery and resolution directive) impone, in caso di salvataggio bancario, un sacrificio a correntisti ed obbligazionisti dell’istituto di credito. Per molti paesi europei questo fatto ha  costituito una scioccante novità assoluta: ad esempio per l’Italia i creditori bancari non subivano perdite dal 1930, cioè da oltre 80 anni, e si risaliva ad un periodo in cui il colore nero andava di moda e ci si salutava romanamente. Da allora , nonostante guerra d’Etiopia, conflitto mondiale perso, crisi di Suez, crisi petrolifera, Banca Privata Finanziaria (Sindona), Banco Ambrosia (Calvi), Banco di Napoli , Banca Popolare di Lodi etc etc etc, dobbiamo arrivare alla geniale applicazione del Bail Out Italiano, fatto per compiacere Bruxelles, prima di vedere i risparmiatori tosati per le perdite bancarie.

Tutto questo ha avuto ovvie ripercussioni sulla fiducia del sistema bancario in generale, e su quello di alcuni paesi europei in particolare. per capirlo analizziamo i saldi target 2 , sempre gentilmente forniti da Voci dall’Estero:

Squilibri Target2 (in miliardi di euro)
Paese / Bilancio / Commento
Spagna  / -241,8 / Il peggior dato dal 2012
Italia / -229,6 / Il peggior dato di sempre
Grecia / -97,3 / Il meno peggio dal primo trimestre 2015
BCE / -73,8 / Il peggior dato di sempre
Francia / -73,5 / Il peggior dato dal 2011
Germania / +592,5 / Il valore più alto dal 2012
Lussemburgo / +140,4 / Il valore più alto di sempre
Olanda / +49,4 / Il valore più alto da settembre 2015
Finlandia / +31,8 / Il valore più alto da agosto 2015
Cipro / +2,4 / Il secondo valore più alto di sempre

Che succede ? Siamo tornati al 2011. Target 2 indica che i soldi stanno fuggendo dal sistema bancario dei paesi considerati, a torto o a ragione, “Deboli”, e si stanno spostando verso le banche dei paesi “Forti”.

Normalmente questa situazione di sovradisponibilità di fondi sarebbe una manna, in un mondo normale. Le banche farebbero prestiti, nascerebbe qualche bella bolla, tutto andrebbe perfettamente mente bene nel breve periodo… poi chi se ne frega del lungo periodo vero ? Giusto la mentalità dei nostri giorni: carpe diem e vaffancuore al futuro. Ho bisogno di un operaio a 4 soldi, e via, qualche milione di immigrati, poi chi se ne importa se violenterà mia figlia, tanto oggi mi son fatto la Porsche nuova .

Purtroppo non sta andando proprio così, o meglio , non sta andando così ovunque (in Svezia sta andando abbastanza così).  Infatti vediamo cosa sta succedendo a livello di utilizzo dei fondi, sempre grazie a voci dall’estero:

denaro presso la BCE

Tutti questi soldi, figli del QE della BCE , che sono andati a depositarsi principalmente sulle banche tedesche, come indica il saldo del target 2, non produce nulla. Rimane depositato sulla BCE … Anzi qualcosa produce: PERDITE . Grazie alla geniale e naturale idea dei tassi overnight passivi praticati dalla BCE i soldi depositati producono perdite.

L’economia reale va così bene che le banche preferiscono la perdita sicura e precisa del deposito presso la banca centrale, piuttosto che l’impiego del denaro nell’economia reale oppure che il prestito sul sistema interbancario ad istituti di credito che ne hanno bisogno. Potrebbero comprare titoli di stato, ma , come sapete i titoli di stati dei paesi considerati “Sicuri” (vedi Germania e Svizzera) sono negativi, e perfino quelli dell’Italia sono negativi nel breve termine, per cui comprarli  è suicidio. Comprare obbligazioni industriali in un mondo in cui perfino VW non è poi così solida ? naaa…. siamo banche, vogliamo vincere facile, piuttosto, come DB, giochiamo alla lotteria del CDS, dei derivati…..

Ora vediamo cosa succederebbe in due mondi normali :

A) se l’Italia, fosse un paese normale, diciamo ante 1981 , il flusso enorme di liquidità verso Germania, Olanda e Lussemburgo porterebbe ad una svalutazione della vecchia lira. Questo avrebbe due effetti: sarebbe meno conveniente per un italiano investire all’estero, perchè avrebbe bisogno di più lire per comprare le valute estere, e quindi comprare una casa in Germania o un titolo della Mercedes mi costerebbe di più, mentre al contrario sarebbe più conveniente per il signor Putzerstofen di Amburgo investire in Italia. Inoltre  i prodotti italiani sarebbero più convenienti per gli italiani (minori importazioni dai concorrenti)  e per gli stranieri (maggiori esportazioni) , portando a minori acquisti di valute estere ed a maggiori vendite di lire.  questa spinta, con il tempo riequilibrerebbe la lira rispetto alle altre valute, magari ad un livello più basso, ma di equilibrio. Più o meno è come va in tutto il mondo. (PS per chi non se lo ricorda nel 1992 eravamo nel serpente monetario,  cambi fissi…).

B) se fossimo un’altra normalità, cioè uno stato unico, ad esempio UK o USA o Giappone, il fatto che dei fondi si spostino da banche meno sicure a banche più sicure farebbe semplicemente parte della normalità. Nell’interesse della nazione nel suo complesso la Banca Centrale vigilerebbe sul credito, garantirebbe i risparmiatori, o almeno farebbe finta di garantirli. Se una zona fosse colpita da una crisi creditizia il governo centrale interverrebbe con investimenti e con aiuti sociali, mentre nello stesso tempo unità di lingua e di struttura sociale favorirebbero lo spostamento della forza lavoro dalle zone in crisi alle zone in sviluppo. Il sistema si riequilibrerebbe, ad un livello diverso , ma comunque equilibrio.

Però noi non viviamo in una situazione normale. La nostra esperienza è quella dell’Euro, di una costruzione voluta per “Costruire l’Europa” e che , invece, la sta progressivamente distruggendo. Infatti con l’euro, e con la normativa BRRD, BCE e UE sono riusciti a raggiungere la perfezione nel male. Infatti:

  • si è distrutta la tutela del risparmio che aveva caratterizzato la crescita economica e sociale del continente per cinquanta anni, il tutto in cambio di nulla;
  • si sono causati enormi flussi finanziari fra stati, con economie già deboli che si vedono ulteriormente private di risorse a favore di aree dove le risorse stesse sono già così abbondanti da non essere utilizzate;
  • con l’euro siamo riusciti ad impedire in modo totale ed assoluto il riallineamento monetario fra le varie economie;
  • il sistema è talmente contorto e marcio  per cui persino chi ha questa enorme quantità di risorse non le utilizza ed anzi viene a pagare una tassa per la detenzione di queste ricchezze.  Insomma abbiamo sistemi creditizi finanziariamente alla fame di fianco ad altri che affogano nella propria liquidità;
  • Questa liquidità è sterile, non è utilizzata neppure per creare bolle, neppure per acquistare titoli di stato. Peggio che se non esistesse;
  • I sistemi bancari dei paesi deboli sono sotto pressione per la fuga dei capitali, quelli dei paesi forti non generano utili e spingono i loro istituti di credito ad entrare nei casinò dei derivati e della finanza rischiosa e fine a se stessa;
  • Non esiste una politica del lavoro europea, che assista,eventualmente , la ricerca di lavoro fra singoli stati. quindi vi sono fortissimi squilibri nei tassi di impiego. Si privilegia oggettivamente il lavoro extra-europeo rispetto a quello intra-europeo.

Un insieme di politici miopi, autoritari e superficiali, uniti ad una burocrazia intoccabile ed autoreferenziale, sono riusciti a creare un sistema economico perfetto nel creare disuguaglianze e povertà. Il tutto nel silenzio o nella connivenza di coloro che avrebbero dovuto difendere le parti più deboli della società. Però la crisi è vicina, il temporale è all’orizzonte. 

 

 

 

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