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Euro contro il lavoro. La mia lettera al segretario Landini.

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Caro Segretario generale Fiom CGIL Landini,

La giornata di oggi a Roma è solo la punta di un iceberg che le dovrebbe far capire che tutti i lavoratori e di tutte le categorie se si rifiutano di essere “flessibili e competitivi” continueranno a prendere “bastonate”, perché a monte deve essere difesa la rigidità dell’euro.
Mi spiego meglio: per recuperare quella competitività erosa dal cambio rigido, si dovrà continuare con la progressiva svalutazione del lavoro  e il buon Fassina ce lo dice esplicitamente http://www.youtube.com/watch?v=lVroCmRQmxg quindi l’art 18, il jobs act  http://scenarieconomici.it/art-18-nessuna-ideologia-logica-macroeconomica-suicida http://scenarieconomici.it/dottor-job-act-mister-hartz/  sono solo degli effetti che si collocano alla causa principale legata ad un sistema monetario il quale è fatto principalmente per la libera circolazione senza regole dei capitali tutelando i  creditori e non certamente i lavoratori.

Da anni noto che il sindacato lotta sugli effetti ma mai sulla causa, o meglio indica cause molto secondarie come la corruzione, l’evasione ed in genere i malcostumi, per carità, fenomeni da condannare, ma che non sono alla base della crisi europea. La deflazione che affligge i principali paesi dell’eurozona, certamente non è dovuta alla corruzione o all’evasione, bensì  è un metodo di governo insieme alla disoccupazione, per  rendere il  costo del lavoro ridotto  per poter vincere la concorrenza dei mercati esteri, attrarre aziende straniere in Italia e limitare le importazioni dall’estero. Chiamiamola anche austerità competitiva, ovvero distruggere la domanda interna per ottenere migliori posizioni in termini di competitività: parole non mie: http://www.youtube.com/watch?v=A02A4Kk48nQ . Questo dovrebbe farle capire che qualsiasi aumento salariale si tradurrebbe in un maggiore volume di importazioni per effetto di una moneta sopravvalutata, rendendo i prodotti italiani meno competitivi e producendo quindi un saldo negativo della bilancia pagamenti.
In sostanza per equilibrare i gap di competitività nell’eurozona c’è bisogno di un mix infernale di sottopagati e disoccupati, moralmente cosa assurda ma razionale secondo la logica dell’assetto monetario europeo.

L’euro è disinflazione anzi ormai deflazione, (vero nemico dei lavoratori e non l’inflazione) e quindi essenzialmente continuo abbattimento dei prezzi per recuperare competitività e questo comporta contrazione continua degli stipendi, cosa che non accadrebbe se fossimo dotati di moneta sovrana flessibile. Pertanto il sindacato ha il dovere morale di rimettere in discussione l’architettura monetaria europea, ovvero l’euro, altrimenti le istanze dei lavoratori saranno destinate a finire su di un binario morto.
Avrà capito quindi il motivo della richiesta di “flessibilità” sulla pelle dei lavoratori? perchè non può essere chiesta quella stessa flessibilità sulla moneta.
Questa logica mercantilista è racchiusa in una valuta che tanto valuta non è bensì un metodo di governo per bastonare sia metaforicamente che realmente i lavoratori con la complicità della sinistra europeista…

Quindi caro Landini può essere consapevole che in questa euro-crisi  è emersa la verità sulla quale la sinistra leopoldin-europeista , che lei giustamente contestava ieri, sta più a destra della destra e affinchè il sindacato non prenda questa strada che la storia non perdonerà, le consiglio ( ma io non sono nessuno intendiamoci) di rivendicare una laicità monetaria, ovvero di rimettere in discussione il sacro dogma dell’euro.

Jean Sebastien S. Lucidi
autore presso www.scenarieconomici.it

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