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DUE FACCE DEL MALE: LARA COMI E LUIGI DI MAIO. I distruttori di speranza.

 

comi di maio

Ci sono dei giovani, o meglio dei Gggiovani politici che, con i loro atteggiamenti , distruggono la speranza di un cambiamento e di un miglioramento della situazione politica, economica, sociale e culturale della nostra devastata Nazione.

In questo breve pezzo parlerò di Lara Comi e di Luigi di Maio. Apparentemente diversi per storia ed alleanze politiche, in pratica due facce dello stesso conformismo politico sempre piegato ai poteri forti e mai in grado di esprimere un’idea politica autonoma ed originale.

Lara Comi , deputato europeo (poi non lamentiamoci che l’Italia a Bruxelles non conti nulla) è la tangibile e vivente motivazione della decadenza di Forza Italia. Sempre rispettosa, anzi quasi fantozzianamente servile, nei confronti del Capo, ha quella rara qualità scientifica di riuscire a dimostrare che il vuoto assoluto può esistere in natura ed al livello del mare. Dato che però le leggi della fisica aborrono il vuoto si è riempita dei più triti e sbagliati luoghi comuni che la politica europeista possa fornire.

Da buona “Demmmmocratica” è naturalmente pro Clinton, come potrebbe essere diversamente ?

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Il rispetto che bisogna avere per le decisioni di un altro sistema politico nel quale, per fortuna loro, lei non può mettere becco, naturalmente passa in secondo piano rispetto al desiderio di protagonismo. Un po’ come quei ragazzini che lasciano le proprie iniziali incise con le chiavi su un muro del Colosseo, tanto per capirci. Una presa di posizione che dimentica la prudenza del buon politico, quella che lo frena dal prendere una posizione sempre, su ogni tema, senza se e senza ma. Un buon politico peserebbe la propria irrilevanza locale con la possibilità , tutt’altro che remota   (vedere QUI )  di una vittoria di Trump, e se ne starebbe zitto. Però Lara Comi parla.

Non contenta del nulla , ha sentito la necessità di esprimersi, sempre senza se e senza ma, a favore dell’euro, con una serie di affermazioni agghiaccianti:

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Potete leggere il tutto qui.

Vi porto un estratto di questo tomo base dell’economia :

Abbandonare la moneta unica vorrebbe dire, secondo alcune stime, un calo del nostro Pil nell’ordine del 30% nel giro di due anni e una svalutazione del 20-30% di tutti i patrimoni degli italiani. Meglio invece come soluzione, è questa la proposta di Forza Italia, modificare le funzioni della Bce che deve essere modellata sulla Fed ovvero deve poter ‘stampare moneta‘.”

Che dire, una presa di poszione tranchant, con tanto di cifre e numeri. Ci limitiamo a qualche timida osservazione

a) Nel caso della fine dell’euro che il PIL dell’Italia calerebbe del 30% è tutto da dimostrare. Invece è dato reale  che lo stesso indicatore  è stato un bel cadavere dall’entrata dell’euro. “Secondo alcune stime” poi è un parametro di grande scientificità: secondo il Mago Otelma, magari , crescerebbe del 20, , invece la cartomante di Tele Lecco parla di un calo pari solo al 10%. Tutte fonti attendibili come la nostra eurodeputata, e che fanno ragionamenti ugualmente elaborati…

b) Negli ultimi 3 anni l’euro si è svalutato di oltre il 20% rispetto al dollaro, eppure non ho ancora sentito abbaiare nessun eurodeputato che “Gli europei sono del 20% più poveri”. Naturalmente la percentuale della svalutazione in caso di uscita dell’Italia dall’Euro è stata fornita dal Servizio Metereologico dell’Aeronautica.

c) “Modificare le funzioni della Bce che deve essere modellata sulla Fed ovvero deve poter ‘stampare moneta‘” Infatti attualmente la BCE produce cioccolatini a forma di banconota, aroma gianduiotto, così graditi ai bambini nel periodo natalizio. Potrei scrivere dell’inutilità della politica monetaria attuale, del fatto che non eliminerebbe le differenze nel tasso di crescita degli stati, anzi le accentuerebbe, che già la BCE fa un enorme QE ed un T-LTRO di dimensioni bibliche, ma sarebbe tempo perso, e comunque lo potrebbe fare meglio qualsiasi autore di Scenarieconomici. Mi limito a dire all’eurodeputata che io non scrivo di teatro del Nò giapponese perchè, umilmente, ammetto di non saperne nulla. Allo stesso modo lei, prudentemente, dovrebbe astenersi dal parlare di qualsiasi tema di carattere economico, perchè non ne sa, e, soprattutto pare non capirne,assolutamente nulla…

Nonostante questo la gioconda eurodeputata è presente in Tv , pensiamo soprattutto in virtù del suo gentil visino, della suo totale conformismo e della sua assoluta impreparazione. Tre caratteristiche che assicurano la presenza nei Talk Show di qualsiasi TV nazionale.

Passiamo ora al Leader del M5s, che ormai sta imponendo la sua linea su tutto il partito. Ammetto che avevo visto anche io questo movimento come un elemento di rottura e di speranza per la Nazione, ma vedo ormai questa mia speme scemare rapidamente.

Abbiamo già letto in passato degli incontri segreti dell’abbronzato deputato con il Bildeberg in versione ISPI, con i lobbisti e dei suoi dovuti omaggi alla “Finanza internazionale”. Ieri il quotidiano “La Stampa”, che potete leggere interamente in questo link, parla della vittoria della linea Minenna – Di Maio su quella della Raggi sulla gestione della politica dei rifiuti. Mentre la sindaca desiderava un repulisti nella controllata AMA ed in ACEA, azienda dell’energia che vede come soci anche il potente gruppo Caltagirone e la potentissima multinazionale dei servizi francese Suez, i vincitori Minenna e Di Maio desiderano un accordo con quest’ultima che possa affidare ad Acea anche la gestione dei rifiuti. Una soluzione che porterebbe all’entrata nel nostro paese del gruppo francese, sempre desideroso di impossessarsi del nostro mercato, e permetterebbe ad Acea di fornire i propri tre termovalorizzatori di nuovo combustibile, cioè di nuovi rifiuti. D’altro canto , con questa mossa, il buon Di Maio si potrebbe ancor di più presentare come l’ala “Moderata” e “Power-friendly” del Movimento . Ad essere scaricati sarebbero le politiche contrarie agli inceneritori ed ai potentati che avevano contraddistinto i grillini delle origini, ma si sa che nella vita non si può avere tutto e che , se Parigi val bene una messa, Roma val bene un’ecoballa bruciata, purchè questo avvenga a favore del potente nazionale o europeo di turno. Speriamo che comunque questo non accada e che si trovi una soluzione che non si traduca nell’arricchimento dei soliti noti ai danni della collettività.

Ecco, queste sono le “Giovani speranze” che presto guideranno i moderati di qualsiasi provenienza. Aggiungiamo Renzi ed il quadro è completo. Tutti moderati, tutti amici del potere, naturalmente. Purtroppo in politica non conta tanto l’età, o la decantata “Onestà”, quanto il possesso di una schiena diritta, di un po’ di buon senso e di “Attributi”. Tutte cose che si vedono assai raramente fra i nostri eletti.

 

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