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Dottor Jobs (Act) e Mister Hartz.

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Il pellegrinaggio del Fonzie fiorentino a Berlino dalla Merkel per ricevere la benedizione sul programma “Job Act”, ricorda la consultazione del re Leonida di Sparta presso l’oracolo di Delfi, al fine di ottenere l’assenso per andare a combattere i Persiani. Certamente sarebbe una bestemmia paragonare il Fonzie di Firenze al Re Leonida, impossibile immaginare il sovrano di Sparta chiedere il permesso al Re Persiano Serse volta ad attuare un legge per Sparta.
La visita del premier italiano in Germania, si basa in verità sul riallineamento di competitività tra i due Paesi tramite svalutazione interna del lavoro dal momento che non può essere effettuato grazie a moneta fluttuante.

Pertanto il Premier sogna di importare il modello lavorativo tedesco che ha portato la Germania ad essere il Paese tra i più competitivi del mondo. Nel 2013 il surplus commerciale tedesco ha superato perfino quello cinese toccando il 7.4% del suo pil sfiorando i 200 MLD di euro (altro che uniti perchè c’è la cina, il motto dovrebbe essere “NON uniti perchè c’è la Germania”).
Certamente il modello dei mini job del suo creatore Mr Haartz ha funzionato a livello strutturale, il saldo partite correnti e’ aumentato rimanendo largamente in positivo dal 2002 ad oggi  (guarda caso dalla nascita dell’euro) e la disoccupazione, malgrado i lavoratori sotto pagati è calata attestandosi al 5.1%.

Ma la Germania a differenza dell’Italia e della Spagna  che sarebbe tra le più “competitive” d’ Europa ha 3 vantaggi rispetto ai paesi citati.
1) Moneta svalutata rispetto al loro ex Marco pesante, con un surplus commerciale  oltre il  7% del pil, se ci fosse stata la vecchia valuta tedesca, questa sarebbe scambia a 1,7-1,8 sul $ mentre grazie all’euro la Germania mantiene un tasso di cambio ora a  1,38 circa su $, per il semplice fatto che esportando principalmente verso i Paesi che condividono la sua stessa moneta, ha in poche parole BLOCCATO la rivalutazione mentre  l’ITALIA e la Spagna, partono da una condizione di svantaggio per aver rinunciato a cambi flessibili per un cambio extra rivalutato ed ovviamente fisso rispetto al suo competitor tedesco.
2) Con il gioco degli spreads la Germania si finanzia a costi praticamente a zero ed inoltre la loro cassa depositi e prestiti KFW finanzia le aziende tedesche a tassi irrisori, occultando un 20% del debito pubblico nazionale.
3) L’apparato industriale tedesco si basa su grandi aziende e non su piccole e medie imprese tra cui molte a gestione famigliare, quindi tornando al punto 1, un cambio a 1.38 su $ sarebbe sopportabile per le grandi aziende ma non certo per le PMI.
Quindi il modello tedesco che si  vuole importare, magari ridurrà il gap competitivo tra Italia e Germania, ma NON potrà mai diminuire il tasso di disoccupazione anzi lo aumenterà.
Per i motivi citati nei 3 punti, la competitività tedesca si basa su una grande occupazione ma fatta da sotto pagati, mentre quella italiana si dovrà basare e su come si basa oggi la Spagna, in molti disoccupati per tagliare il costo del lavoro e limitando anche i consumi per ridurre le importazioni.

Un Paese in forte surplus come la Germania, con rivalutazione bloccata, avrà poca disoccupazione anche se i lavoratori sono sottopagati perchè questi comunque riceveranno sussidi statali, quindi la domanda interna potrà essere minimamente sostenuta e grazie ad una moneta più leggera questa non si tradurrà in maggiori importazioni. Mentre per l’Italia con basso surplus commerciale e moneta troppo pesante (anzi i saldi delle partite correnti sono in costante negativo) i bassi redditi e minori sussidi statali si tradurranno in disoccupazione, condizione necessaria per recuperare competitività.
La Germania, ricapitolando, può avere una bassa disoccupazione sottopagando i propri lavoratori, perchè sicura della domanda estera europea ed ora anche extraeuropea, mentre l’Italia per avere maggiore domanda estera ha bisogno di più disoccupazione per tagliare i  salari.
Malgrado ciò i tedeschi che frequentano le mense dei poveri sono aumentati da 800 mila ad 1.5 milioni dal 2009 ad oggi,  perfino con una disoccupazione bassa, un  surplus commerciale da record ed una moneta leggera rispetto al vecchio Marco che si rivalutava. Figuriamoci cosa accadrebbe all’Italia con un sistema lavorativo come quello tedesco però con l’opposto dei vantaggi che ha la Germania, ovvero moneta troppo forte, assenza di grande industria e costo del denaro decisamente più alto di quello tedesco…
Non so se il Fonzie di Firenze ha capito o no che gli interessi tedeschi sono un nostro svantaggio e viceversa.
A regolare la partita Italia Germania, ci vorrebbe un terzo attore neutrale, ovvero la moneta flessibile che fungerebbe da arbitro per ristabilire quelle regole del gioco che grazie all’euro non ci sono più…

 

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