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Dopo 76 anni Renzi rifirma il “Patto d’Acciaio” con la Germania! (di Antonio Maria Rinaldi)

Questa volta i cittadini non sono stati scomodati per sventolare gioiosi le bandierine per le piazze, ma l’Italia e la Germania hanno nuovamente firmato la versione corretta e aggiornata del “Patto d’Acciaio” che nel 1939 legò indissolubilmente i fascisti e nazisti nel celebre quanto scellerato “Asse” Roma-Berlino. A 76 anni di distanza ricadiamo nello stesso errore, ma questa volta non sono stati i rispettivi Ministri degli esteri in una cerimonia ufficiale ad apporre le loro firme come avvenne il 22 maggio 1939 con Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop, ma direttamente ha provveduto con atto unilaterale di sottomissione il Premier italiano Matteo Renzi. Le finalità rispetto al vecchio patto sono “leggermente” diverse, infatti allora le parti erano obbligate, almeno formalmente, a fornire reciproco aiuto politico e diplomatico in caso di situazioni internazionali che mettevano a rischio i propri “interessi vitali”, mentre ora le condizioni, essendo forgiate sfacciatamente ad immagine e somiglianza “economica” solamente di uno dei due “contraenti” del Patto, gli oneri da rispettare sono esclusivamentea nostro discapito. Altra differenza la durata del Patto, allora fissata in dieci anni, mentre ora quel vecchio limite temporale è sine die perché abbiamo precedentemente firmato Trattati Internazionali che ci vincolano “per sempre” in quanto non rivedibili o modificabili.

Sostanzialmente abbiamo, per esclusiva volontà del governo a guida Renzi, abbracciato totalmente e fedelmente la linea di governance europea imposta dalla Germania proprio nel momento in cui i tedeschi sono attaccati da un po’ tutta Europa per la riconosciuta e palese cecità nel non rivedere le loro rigide posizioni riguardo al modello economico preso a supporto della moneta unica. Non solo: risulta oltremodo incomprensibile come il partito italiano di maggioranza relativa che ha conseguito il maggior successo elettorale nelle ultime consultazioni europee, non stia seguendo una propria linea e si sia invece completamente appiattito a quella proposta dai tedeschi. In poche parole perché pur avendo la forza dei consensi Renzi non ha fatto valere questo peso “politico” per indurre la Germania a riconsiderare almeno in parte le sue posizioni in fatto di ortodossia economica dimostrando invece nei fatti, aldilà delle parole da saltimbanco, di essere proprio il più fedele alleato della Merkel?

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Insomma perché tutta questa prostrazione e riverenza nei confronti di chi continua con indecenza e arroganza a fare i propri interessi a discapito di tutti gli altri? Neanche l’allineato “commissario liquidatore” Mario Monti era riuscito a tanto ed è quanto mai inaudito che proprio l’ultimo Premier italiano stia invece promettendo a Berlino di più di quello che gli viene addirittura richiesto nel momento in cui tutti gli altri paesi, in primis Francia e Spagna, hanno iniziato finalmente a valutare puntualmente gli effettivi danni che si sono prodotti nelle proprie economie per aver perseguito fino ad ora le imposizioni previste dai Trattati e regolamenti europei troppo sbilanciati sulle esigenze tedesche. Insomma solo noi siamo rimasti nel dar ragione all’ortodossia teutonica che ha letteralmente “impestato” l’Europa e contagiato gran parte del mondo dal letale virus della deflazione, mentre avremmo potuto allearci invece con gli altri paesi che come noi soffrono nel rispetto del modello economico a supporto di questa moneta che non tiene assolutamente conto delle esigenze di tutti. Anzi il “bravo” e disciplinato “servo sciocco” Renzi, e tutta la sua ciurma, non perdono occasione per fare “fronte comune” con l’altro contraente del “Patto d’Acciaio” senza rendersi conto che in questo modo stanno scavando sempre più la fossa sotto i nostri piedi permettendo alla Germania di accumulare continuativamente surplus delle partite correnti a livelli record e in barba a quanto disposto dai Trattati. Praticamente svende il proprio Paese e la sua Sovranità per una pacca sulla spalla e un buffetto sulla guancia in cambio del consenso della Troika in quanto autonomamente non si sente capace di esercitare nessuna forza contrattuale per contrastarla.

Ma siccome sappiamo benissimo che chi ignora la Storia è condannato nel riviverla, inevitabilmente anche questa versione moderna del Patto d’Acciaio porterà al disastro il nostro Paese perché ci costringerà a compiere azioni non nel nostro interesse ma in quello degli altri! E poi non scordiamoci mai che con la Germania abbiamo perso solo quando eravamo alleati!

 

Antonio Maria Rinaldi

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