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Donald Trump, la sconfitta dei benpensanti globali di Davide Amerio

 

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Eccolo qui, il candidato più improbabile della campagna elettorale più squallida che si sia vista negli Stati Uniti negli ultimi decenni.

Vince un uomo che, per quello che mi riguarda, è la copia di un fac-simile di una miscela tra un Matteo Salvini, un Silvio Berlusconi, con una strizzata di Aldo Biscardi e una punta di Ignazio La Russa. Quello che ne esce è un personaggio da situation comedy, non certo uno statista.

L’alternativa non era meno avvincente. La paladina delle guerre, dei diritti, forse, ma anche, e sopra tutto, della finanza globale. Insomma era come scegliere tra prendersi a martellate il pollice destro o quello sinistro (scrivo pollice ma ho in mente altre due appendici).

L’elemento che ha determinato la vittoria, credo, è quello che continua a essere trascurato negli States, così come in Europa e non di meno in Italia.

L’intellighenzia politica, dell’economia e dell’informazione, è da tempo concentrata nel denigrare l’uomo medio (o dovremmo dire il “cittadino medio”) nelle nostre democrazie.

 

Si scrivono fiumi di parole per condannare gli analfabeti di ritorno, o di secondo livello, o funzionali; chiamateli come vi pare. Da quando i social hanno consentito all’uomo medio di esprimersi, tutta la concentrazione, da parte della maggioranza degli intellettuali, è rivolta a denigrare le sue forme rozze di espressione, la frequente sgrammaticatura, l’urticante saccenteria.

Non pochi sporadicamente tendono a condannare la stessa democrazia come causa di questi mali.

Abbiamo improvvisamente scoperto che nel mondo complesso in cui viviamo, il cittadino medio, possiede pochi strumenti per capirlo, per interpretarlo, e quindi giudicarlo.

Ma di chi è la colpa? Chi ha voluto, da 30/40 anni a questa parte, costruire un uomo medio che fosse il più possibile mediocre; un ubbidiente consumatore infarcito di pubblicità e Format televisivi per minorati mentali?

Chi ha voluto che gente ignara del funzionamento dei sistemi finanziari gettasse i propri risparmi su tavoli da roulette confezionati da “rispettabili” istituti bancari, perdendo tutto o quasi?

Chi ha creato un sistema che obbliga ad indebitarsi, a rischiare la casa per fare impresa, a perdere dall’oggi al domani il posto di lavoro per salvaguardare il profitto di pochi?

Chi ha massacrato la classe media? Chi ha interrotto il processo per il quale persone di umile estradizione potevano sperare (sognare) di raggiungere il benessere accedendo alla classe media?

Chi ha messo i giovani in condizione di  rinunciare alla ricerca di un lavoro dopo aver studiato? Chi ha realizzato finalità geopolitiche con stravolgimento degli assetti e degli equilibri mondiali, generando guerre e profughi con tutto quel che ne consegue?

Chi ha ucciso quello che veniva chiamato “il sogno americano”?

Chi? Chi? Chi?

Non è necessario avere un master o una laurea alla Bocconi, oppure ad Haward o al MIT di Boston. L’uomo medio deduce la sua condizione politica, sociale ed economica, dalla quotidianità che vive.

Quando si reca a far la spesa (e si accorge che con la moneta unica lo stipendio è lo stesso ma i prezzi sono raddoppiati). Quando cerca inutilmente lavoro per sé (con la pensione sempre più lontana) e vede i propri figlio, o nipoti, costretti a lavorare per quattro soldi, sfruttati e privati di qualsiasi diritto minimo.

Quando la banca gli comunica che il Fondo in cui hanno fatto confluire tutti i suoi risparmi è andato giù, ma poi è tornato su, ma adesso (che lui ha bisogno di soldi) è proprio giù giù, e i suoi risparmi sono evaporati.

Quando osserva attonito fiumi di denaro scivolare dalle banche centrali verso le banche che producono distruzione di ricchezza (la sua) per tappare le voragini create con l’ultra finanza creativa.

Quando scopre che i “manager” hanno sempre a disposizione buonuscite milionarie dopo aver distrutto un’azienda o un’intera economia. Che i ricchi rimanono sempre ricchi; più il medio cittadino sta peggio, più loro stanno meglio.

Quando ci sono i politici, quelli seri (amici della finanza), belli, che hanno studiato e sono sempre in televisione accompagnati da economisti con tanto di “master” che gli promettono soluzioni che non arrivano mai. Ma poi si rivelano corrotti, ladri di polli, milionari che prosciugano le risorse di un intero paese per cupidigia o le distruggono per manifesta incapacità.

In compenso la televisione lo terrorizza su tutto: il lavoro, la sicurezza, i clandestini, il terrorismo, lo spread, il debito pubblico.

Ed ecco che, alla fine, arriva il Donald di turno e sbanca. E qualcuno si stupisce. Già, perché l’uomo medio, “mediocrizzato” dai “colti”, anche se ha frequentato solo le scuole elementari, è un essere umano che vive di sentimenti, impressioni e sensazioni.

E dopo tante volte che lo si prende in giro, la sensazione diventa impressione e poi questa diventa certezza.  E allora, come suol dirsi, anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.

E i Donald Trump banchettano.

Davide Amerio

 

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