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Dedicato ai giornalisti del Corriere che verranno licenziati da Cairo, avete fatto gli interessi di coloro che guadagnano dall’EU tedesca ed ora….

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I giornalisti del Corriere che verranno licenziati da Cairo nelle more dei tagli dei costi necessari per non continuare ad avere un’azienda che perde soldi rischiano di essere tantissimi. E moltissimi probabilmente saranno quelli licenziati post fusione tra La Stampa, Repubblica ed Il Secolo XIX. Solo questione di tempo.

Perché succede? Semplice, prima dell’euro avere giornali in Italia significava detenere potere, controllare le masse, fare politica. Oggi anche, ma ormai in un paese in cui non è più interessante fare impresa a causa di tasse altissime (tasse di fatto volute dall’Europa come conseguenza dalla necessità tedesca di mantenerci nell’euro il più a lungo possibile a loro vantaggio, ndr). Il dazio da pagare per fare impropriamente politica con i giornali erano le testate in perdita, oggi a che servono?
Dunque le aziende e/o gli editori delle testate citate emigrano (FIAT, rampolli Elkann e Ferrari in Olanda e UK, De Benedetti vive da anni in Svizzera). Ovvero, perché tenere aziende in Italia in perdita per fare consenso interessato in un paese economicamente morto? A maggior ragione dopo aver de localizzato le proprie aziende all’estero. E soprattutto ricordando che ormai ci sono fonti di informazioni indipendenti – come questa – che non fanno gli interessi di nessun editore e le cose cercano di spiegarle per come sono realmente…

 

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Ma la cosa più grave è l’epilogo degli ultimi 8 anni post crisi subprime: da tale data, dalla crisi delle banche francesi, tedesche ed anglosassoni che stavano per fallire ed andavano salvate – anche con soldi italiani, ndr -, è partita la retorica europeista finalizzata a salvare l’EU dove di fatto si erano rifugiati i capitali e le imprese emigrate, anche quelle degli editori delle testate italiane tranne Berlusconi che restava saldamente italiano (ed infatti fu l’oggetto dell’attacco).

imageSalva Italia?

In questo contesto i giornalisti delle testate interessate hanno tenuto bordone, hanno sostenuto l’Europa austera, hanno giustificato prima Monti e poi Letta, hanno sdoganato agli occhi della gente misure fiscali suicide, hanno avallato il golpe frango-tedesco del 2011. SUICIDE (Nota: i giornalisti stranieri ebbero una visione differente su Monti rispetto a quelli italiani…).

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Ma la cosa peggiore è che si sono fatti gli interessi di coloro che volevano (e vogliono) depredarci e non quelli italiani gettando le basi non solo per il licenziamento prossimo venturo dei dipendenti di Corriere, La Stampa e Repubblica – un dettaglio – ma per il fallimento dell’Italia, per le pensioni che non verranno pagate, per le patrimoniali che arriveranno, per i figli che emigreranno, per la miseria che ci sarà a seguito del fatto che, come da piano tedesco, l’Italia deve diventare un posto per far svernare gli anziani tedeschi, serbatoio di meri consumatori non risparmianti e di manodopera a basso costo. Dunque, a che servono gli stipendi alti pagati in Italia, a che serve occupare italiani in Italia in assenza di un ritorno specifico, a che serve restare a vivere in un paese dove le tasse sono altissime? E a cosa servono i giornalisti strapagati?
Ecco quindi che si tagliano i costi e si licenziano anche coloro che hanno supportato il piano suicida annichilendo gli interessi nazionali, non servono più.

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Ora, mi chiedo, i giornalisti interessati ai tagli che hanno supportato il piano antiitaliano dal 2010 in avanti sono vittime o carnefici? Per me la risposta è chiara, mia opinione personale è che hanno gravi responsabilità per cui benvenute siano le purghe – sebbene senza onore – per coloro che si son fatti comprare con due soldi contribuendo a far fallire il proprio paese.
Mi piacerebbe sapere se qualcuno di quelli che oggi sono stati licenziati hanno contribuito alla caduta di un governo democraticamente eletto nel 2011, un vero golpe contro gli interessi del paese che ci ha portati alla profonda crisi economica attuale, da noi di SE ampiamente prevista, da anni. Certamente qualcuno mi dirà, hanno solo obbedito agli ordini: la stessa risposta che diede Adolf Eichmann quando al processo di Norimberga gli fu imputata la soppressione degli ebrei. Finì impiccato.

Cari lettori, la stupidità si paga. È senza onore, i licenziamenti degli “anti italiani” non possono essere considerate ingiuste.

Il problema più grande saranno comunque le conseguenze che dovranno pagare i figli ed i nipoti di coloro che hanno contribuito allo scempio, futura manodopera a basso costo per coloro che hanno tirato le fila del piano che ha attentato agli interessi del nostro Paese. Anche grazie a certi giornalisti.

Mitt Dolcino

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