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Dal Jobs Act e bail-in fino alle adozioni omosessuali. I diritti civili come cavallo di Troia per sopprimere quelli economici.

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Ci siamo mai chiesti perchè con la crisi (anzi l’austerità imposta dalla logica dell’eurozona) che sta portando senza pietà a graduali rinunce del nostro tenore di vita quotidiano (addio tutele nel lavoro con il Jobs Act, pensione irraggiungibile, essere flessibili e “competitivi” quindi adattarsi) vengono rilanciati dalla politica nazionale e di conseguenza dai media, i “famosi diritti civili”, sponsorizzati, anzi quasi imposti da quell’Europa che ci nasconde la realtà del TTIP?
Per  “diritti civili” intesi oggi come l’adozione dei minori da parte di coppie omosessuali, la “step child adoption (sempre terminologie anglosassoni per toglierci la sovranità linguistica) non ci viene chiesto di adattarci, anzi ci vengono portati su di un piatto d’argento. Pertanto sarebbe bene analizzare il fatto che uno dei motivi principali della “concessione” di tali diritti, è la necessità di distrarre l’opinione pubblica con inutili priorità per far dimenticare o almeno per anestetizzare gli effetti della crisi sulla pelle dei cittadini. E con il calcio sempre meno popolare, bisogna trovare un valido sostituto al “panem et circenses”.
Pertanto, con la cassa di risonanza mediatica proveniente dall’Europa e dalla sinistra italiana, ci vogliono dare il messaggio che questi  sono “umani” e con dei sentimenti, desiderosi di estendere questi famosi “diritti civili” al resto della popolazione. Tale strategia in realtà sociale è volta a prevenire anche il dissenso sociale legato al deterioramento della situazione economica nazionale.

Il fine di tutto ciò, quindi, è quello di coprire in modo “umano” la graduale cancellazione dei diritti economici senza che la popolazione se ne renda conto.
La beffa finale arriva anche da coloro che aspirano ad ottenere i “diritti civili”, per il fatto che legalmente verrà concessa la possibilità di sposarsi , ma per arrivare a questo passo verranno tolte invece le possibilità effettive di emanciparsi economicamente. E manifestare la propria contrarietà a questo disegno di legge sulle coppie dello stesso sesso, non deve essere concepito come atto discriminatorio a priori solo perchè richiesto dal mondo gay. Le leggi di discriminazione economica che ci impone l’austerità, purtroppo coinvolgono anche  tanti omosessuali alle prese con disoccupazione e precarietà. E proprio dall’economia che si dovrebbe lottare per i diritti di tutti a prescindere dalle scelte sessuali personali. L’utero in affitto, non a caso, in modo subdolo ci vuole far capire che in assenza di un solido miglioramento delle condizioni economiche per la società, è permessa anche la mercificazione del corpo. Altro che libertà di amare!

In sostanza: Cosa se ne fanno due soggetti  innamorati dello stesso sesso e non, della possibilità di sposarsi ed adottare figli  se a questi gli sono state tolte le sicurezze economiche a partire dal lavoro e dal primo gennaio di quest’anno anche della sicurezza dei propri risparmi grazie all’imposizione del bail in?

 

 

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