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CONFRONTO TRA L’UNIFICAZIONE TEDESCA E L’EUROZONA (si ringrazia il prof. Vladimiro Giacchè)

 

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Cerchiamo oggi di analizzare quello che è stato sicuramente uno degli eventi più importanti degli ultimi 50 anni, cioè la riunificazione della Germania. Si è discusso molto delle conseguenze che questo evento ha avuto in Europa, nella politica internazionale.
Meno spesso si sono analizzate le sue conseguenze all’interno della parte “debole” della Germania, cioè quella orientale.

Innanzitutto il Dogma indiscutibile che ci è stato propugnato per anni è che la Germania Ovest dimostrò una generosità senza pari concedendo il suo Marco, la moneta pià forte del mondo all’epoca, ai tedeschi dell’Est. Cambio 1:1. Tutti uguali. Tutti tedeschi.
All’Est venne chiesta in cambio una cosa, in apparenza molto ovvia, cioè l’adozione dell’economia di mercato.
Thilo Zarrazin, collaboratore di quello che poi sarebbe diventato il presidente della Repubblica Kohler, scrisse a Kohl dicendogli che all’Est non poteva essere lasciato nemmeno un minimo di economia pianificata. La Germania Est avrebbe dovuto adottare INTEGRALMENTE e in blocco le regole economiche dell’occidente.

Il problema è che l’unione monetaria è un’arma proprio per questo aspetto, cioè l’attuazione in blocco dell’intero sistema economico della Germania Ovest per un paese che non poteva sopportare una trasformazione così repentina.

Lo stesso Sarrazin disse, nel 1994: “Con l’immediata incorporazione dell’economia della DDR nell’area economica e valutaria del Marco tedesco, il processo di RIFORMA (vi ricorda qualcosa?, nda) acquisisce una nuova qualità, una configurazione completamente diversa.
Quei rompicapo, quei problemi quasi insolubili come la possibilità di introdurre in un sistema di economia pianificata rapidamente e SENZA COSTI SOCIALI ECCESSIVI un sistema di prezzi funzionante, la competizione, un mercato dei capitali efficace SVANISCONO, in quanto tutto questo è già presente nel giorno stesso della conversione della moneta”.

Ovviamente, in quel momento, i tedeschi dell’Est furono molto felici di ottenere la moneta più forte del mondo. L’unico “piccolo” problema era che ciascuno di loro era sì consumatore, ma era anche produttore, lavoratore.
Un rapporto di conversione tra le due monete c’era già, e veniva usato nelle transazioni commerciali, visto che il 30% dell’export dell’Est andava all’Ovest). Questo rapporto era di 1 : 4,44.

Imponendo un cambio di 1:1 in una nott,e i prezzi della Germania Est subirono una rivalutazione del… 350%.
(Trecentocinquanta).
Karl Otto Pohl, presidente della Bundesbank (quindi non l’ultimo arrivato) disse, davanti ad una commissione d’inchiesta proprio sull’unificazione, che in quel modo “l’economia della DDR fu sottoposta ad una cura da cavallo che NESSUNA ECONOMIA sarebbe stata in grado di sostenere”.
Inutile dire che aveva ragione.

Dal 1 Luglio 1990 le imprese dell’Est persero ben 3 mercati:
1) Il mercato della RFT e degli altri Paesi occidentali (dato che con una moneta molto più forte i suoi prodotti non convenivano più).
2) Il mercato dell’Est Europa, per lo stesso motivo.
3) Il mercato interno, invaso dai prodotti dell’Ovest, più convenienti.
La più immediata conseguenza fu, ovviamente, il fallimento di numerosissime imprese.
Ben 7600 grandi imprese (circa il 90% del totale) rischiarono di finire in una situazione di grave insolvenza e chiesero liquidità al governo centrale. Come secondo passo, poi, le imprese in difficoltà vennero privatizzate in blocco.

-Il PIL della DDR perse il 44% tra il 1989 e il 1991.
-La produzione industriale crollò del 65% nello stesso periodo.
-Le imprese che vennero poi privatizzate avevano a inizio 1990 circa 4.100.000 lavoratori. Nel 1994 scesero a 104.000.

E attenzione, parliamo di un Paese di 16.000.000 di abitanti di cui 9.000.000 di lavoratori.
Uno dei grandi fautori di tutto questo, che oggi conosciamo bene, cioè Wolfgang Schaeuble, disse nell’aprile del 1990: “Era ben chiaro che con l’introduzione della moneta occidentale le imprese della DDR di colpo non sarebbero più state in grado di competere”.
Capito? Era ben chiaro a tutti!

Poco prima molte imprese vennero poi privatizzate.
La società fiduciaria che privatizzò tutto aveva qualcosa come 8500 imprese, 20.000 esercizi commerciali, 7500 trattorie/ristoranti, 900 librerie, 1800 farmacie. Tutto viene “preso” da questa società fiduciaria, la Treuhandastaldt.
Molto venne liquidato a inizio opera, poco fu risanato. Il bilancio finale fu in perdita per 257 miliardi di marchi.

Si trattò della completa assimilazione di un paese. Visto che i prodotti orientali non erano più convenienti, molte aziende privatizzate vennero poi vendute per… un Marco.
Molte aziende non vennero neppure vendute tramite asta, ma tramite trattativa privata. Guarda caso l’87% delle aziende venne acquistato da aziende della Germania Ovest…

E attenzione: non c’è stato un simile crollo di NESSUN paese dell’Est europeo, e anche la crescita successiva della Germania Est è stata molto inferiore a quella degli altri paesi dell’area.
Poi ovviamente ci si metterono anche gli “esperti” a disinformare. Tutti parlarono e parlano ancora di miracolo economico per l’Est. Peccato che il calcolo ufficiale dei dati venne fatto partire… dal 1991, cioè il punto più basso raggiunto dalle condizioni della Germania Est, quando si segnò un -44% di PIL rispetto a 2 anni prima.

Ora si potrebbe obiettare: “Sì, va bene tutto, però visto che venne attuata anche l’unificazione politica, la Germania Ovest fece dei trasferimenti monetari verso l’Est!”.
Giustissimo.
Ma a chi servirono questi trasferimenti?
Servirono alla Germania OVEST, visto che i cittadini dell’Est compravano merci prodotte da aziende dell’Ovest. E anche le eventuali infrastrutture costruite a Est… vennero fatte aziende dell’Ovest!

Quali furono, in sintesi, i vantaggi per la Germania Ovest?
1) Le aziende guadagnarono in un attimo un nuovo mercato, quello della Germania Est, fatto da 16 milioni di consumatori.
2) Aumento di qualcosa come 300 miliardi di Marchi come patrimonio delle aziende dell’Ovest (in seguito allo smantellamento del tessuto produttivo dell’Est).
3) La Germania Ovest sostituì la Germania Est nel mercato dell’Est europeo.
4) Le aziende dell’Est, nella migliore delle ipotesi, divennero succursali dell’Ovest.

Ora seriamente, come definireste tutto questo? Un successo? Anche se fu definito disastroso dai suoi stessi fautori?
No, appunto. Fu un disastro.
Ma quale correlazione esiste tra questo e l’unificazione monetaria europea?

Innanzitutto l’unificazione tedesca accelerò l’unificaizone europea. Il giorno stesso dell’unione politica, Mitterand disse al suo consigliere Jacques Attali (uno degli ideatori dell’Euro, che parlando con Alain Parguez definì i popoli europei “plebaglia”) che bisognava “sciogliere” la Germania in Europa.
Il modo per farlo fu, naturalmente, la moneta unica, nonostante il parere contrario di molte persone autorevoli, come il presidente della Bundesbank Karl Otto Pohl, che al Parlamento europeo nel 1991 sconsigliò di proseguire lungo quella strada, perché l’unificazione tedesca era stata un disastro.
(Piccola curiosità: pochi giorni dopo si dimise… alla faccia dell’indipendenza della Bundesbank!).

Vi fermo subito: sappiamo tutti benissimo che ci sono differenze tra l’Euro e la riunificazione tedesca. Ma ci sono anche molte similitudini.
– Il sacro dogma della stabilità dei prezzi, cioè la lotta all’inflazione come principio fondante dei trattati ad iniziare da quello di Maastricht.
– L'”indipendenza” della Banca Centrale Europea.
– Una rivalutazione per gran parte delle monete europee (per l’Italia è tra il 20 e il 30%, di certo non il 350% come nella Germania Est).
– La conseguente perdita di competitività per i paesi che hanno visto una rivalutazione.
– Il vantaggio strutturale ottenuto dalla Germania Ovest.

Di nuovo,  si potrebbe obiettare, che in Europa non c’è stata l’unione politica, cosa che invece ci fu in Germania, e che quindi la soluzione sia attuare l’unione politica anche in Europa.
Questo, però, non è la soluzione per almeno 3 motivi:
1) In Germania l’unione politica, appunto, c’è stata. Ma questo non ha impedito la distruzione dell’Est.
2) Ormai siamo arrivati in una condizione in cui qualunque correttivo sarebbe inutile. È troppo tardi. Ormai la Germania ha ottenuto un vantaggio troppo consistente rispetto agli altri paesi.
3) Una unione politica darebbe legittimità più o meno democratica ad un assetto profondamente squilibrato, e a quel punto abbandonare questo abominio europeo sarebbe impossibile.

Anche se in proporzioni diverse, gli effetti dell’euro nel Sud Europa sono gli stessi della riunificazione nella Germania Est: calo del PIL, calo della produzione industriale, disoccupazione, emigrazione in Germania (ex-Ovest), necessità di “riforme strutturali”, cioè TAGLIO AI SALARI, per recuperare la competitività perduta in seguito all’utilizzo di una moneta non collegata alle condizioni dell’economia reale, colpevolizzazione delle vittime.
E quest’ultimo in particolare è molto presente anche oggi, specialmente in Italia. TU fai politiche SBAGLIATE che ti ho imposto IO, stai male perché sono politiche sbagliate, ma la colpa è tua perché non hai attuato abbastanza quelle politiche, perché sei corrotto, perché sei inefficiente…

Se non siete convinti del rapporto tra unificazione tedesca ed Euro, lo faccio dire da nientemeno che Angela Merkel.
Nel dicembre 2013, nel Consiglio Europeo di Parigi, la Merkel propose di attuare una serie di scambi BILATERALI tra la Germania e i singoli Paesi. Il Paese avrebbe attuato riforme strutturali (vi ricordate cosa significa questo?) e in cambio la Germania avrebbe fatto dei crediti a quel Paese.
Tralasciamo naturalmente il fatto che la Merkel non abbia parlato di Europa, ma di scambi bilaterali, dimostrando che l’Europa unita non è mai esistita.
Mariano Rajoy ricordò una cosa molto semplice, cioè che accordi del genere sarebbero dovuti essere decisi dai PARLAMENTI, non dai governi (Reeeeenziiii, ti ricorda qualcosa questo? Il PARLAMENTO? Sai cos’è? Hello?).

Ecco la famosa risposta della Merkel:
“Sono cresciuta in uno Stato (la Germania Est, nda) che ha avuto LA FORTUNA DI AVERE LA GERMANIA OVEST CHE L’HA TOLTO DAI GUAI.
Ma nessuno farà lo stesso per l’Europa. Se tutti si comportano come si comportavano i comunisti, allora siamo finiti. Finché sarò Cancelliera aiuterò tutti, ma non so se potrò farlo un’altra volta.
LA VITA NON È GIUSTA. SE AVETE MANGIATO TROPPO E SIETE INGRASSATI, MENTRE ALTRI SONO MAGRI, vi aiuto a pagare il dottore. Non è un diktat. AIUTARE CHI NON SI PUO’ AIUTARE DA SOLO RICHIEDE DELLA COMPRENSIONE DA PARTE NOSTRA”.

A voi le riflessioni.

Luca Tibaldi

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