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CON L’AVANZATA DEL TURBOLIBERISMO NIENTE PIU’ REGOLE NEL MERCATO DEL LAVORO: il caso del reddito minimo in USA e lo SMART WORKING

Con mezzo mondo impegnato nel perseguire il progetto dell’austerity (con le sue riforme strutturali) e l’altro mezzo pieno di gente che desidera lavorare a prezzi anche da fame (persino più competitivo della ipercompetitiva Cina), le politiche del lavoro di sinistra non sono più sostenibili.

Ecco quanto accaduto in USA dopo aver fissato il minimo salariale a 15 dollari l’ora.

Min Wage - Heritage_0

In ogni stato si è avuta una colossale emorragia di posti di lavoro. Un totale di circa 7 milioni di posti di lavoro!

Il processo di deindustrializzazione è partito dalla California in cui la American Apparel ha immediatamente licenziato 500 persone dedite alla produzione dei suoi capi.

Come mai questo?

Perché la loro produttività è inferiore a quella attesa dai proprietari del marchio.

Mi spiego meglio:

  1. i mercati danno denaro solamente a quelle aziende che si dimostrano abili a far conseguire remunerazione annue congrue (circa il 7%)
  2. ciò può esser garantito solamente da una certa produttività (ossia rapporto tra i ricavi di vendita e il costo del lavoro). Se ad esempio il valore aggiunto di una maglietta fosse 40 euro e il salario orario fosse di 10 euro, per avere la stessa produttività (qualora il salario salisse a 15 euro) sarebbe necessario aumentare il valore aggiunto della maglietta a 60 euro!
  3. quando la produttività non dovesse esser adeguata, il mercato dei capitali non investirebbe nel marchio o nell’azienda.

Se oggi vi fate un giro per i negozi, vi trovate un’offerta infinita di Polo o altre maglie, tutte più o meno simili, succedanee, tra loro. E’ naturale, quindi, che la chance per fissare i prezzi nel mercato è davvero limitata. Si potrà avere lavorando in nicchie, magari estremamente redditizie, ma pur sempre nicchie e comunque estremamente limitate come fatturati.

Di tal guisa, al manager finanziario, che non capisce alcunché di mercati e che si limita a gestire il mercato ereditato al momento in cui ha acquistato la fabbrica ma che deve soddisfare l’appetito dei mercati dei capitali, non resta che “sloggiare” da un insediamento produttivo e trasferirsi la dove questa produttività si riesce a mantenere o, addirittura, si migliora. Nel caso americano, in Messico, per l’Europa vi sono tanto la Slovenia quanto Montenegro, Serbia, Bulgaria e Albania!

Per quanto sopra, si comprende facilmente che ogni sorta di sinistroide difesa dell’attuale sistema di determinazione del salario a livello centrale (stato), con monitoraggio applicativo da parte di enti come Inps e Ispettorato del lavoro, è ottocentesca, anacronistica e distruttiva dell’intero tessuto industriale italiano.

Non si può chiedere agli imprenditori di vivere in un mondo turbocapitalista e assoggettarli a regole del secolo passato! E’ impossibile sopravvivere in questo modo.

Dispiace dirlo, ma se non viene bloccata l’avanzata mondiale della libera circolazione di beni, capitali e persone, l’unica regola che lo stato potrà imporre alle aziende per gli occupati nel proprio territorio di competenza sarà questa: ALMENO COMUNICATECI I NOMI DI QUELLI CHE AVETE ASSUNTO O CHE LAVORERANNO A DOMICILIO E A COTTIMO PER VOI !

Insomma, il SISTEMA NEOCLASSICO del lavoro, in cui si retribuisce la manodopera in funzione dei guadagni dell’azienda, diventerà realtà entro pochissimo tempo.

Ah! Come? Non lo sapevate? Ah! E voi non ci credete?

Non pensiate che io stia vaneggiando, se gli eletti a Roma non ve lo raccontano non è colpa mia, sappiate che è allo studio in parlamento una riforma del mercato del lavoro (detta SMART WORKING) che introdurrà il lavoro a domicilio a cottimo!

In pratica farete tutti gli agricoltori e quando il boss vi porterà il lavoro da fare, voi scenderete in garage a al lume di una candela (e sfruttando la vostra corrente elettrica e il vostro riscaldamento) potrete mettervi a fare anche gli operai!

Un consiglio?

Emigrate voi che potete.

Ad maiora!

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