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COME VOLEVASI DIMOSTRARE: SALTATA LA QUOTAZIONE IN BORSA DI BpVi. ESATTAMENTE COME DICIAMO DA MESI….

 

iorio bpvi

Oggi Borsa Italiana ha respinto la domanda di ammissione alla quotazione di Banca Popolare di Vicenza. La scelta era già nell’aria in quanto l’offerta pubblica relativa all’aumento di capitale era miseramente fallita, con fondi istituzionali e vecchi soci che non avevano sottoscritto neanche il 10% del totale del nuovo capitale della banca , per cui non vi erano neppure i requisiti del flottante minimo necessario  del 25%. Quindi Borsa Italiana non ha ammesso il titolo alla quotazione, per cui l’aumento di capitale salta e viene completamente sottoscritto a garanzia da Fondo Atlante, con 1,5 miliardi di euro.

Allo stato attuale il capitale sociale della banca è diviso come segue:

FONDO ATLANTE : 99,33%

VECCHI AZIONISTI : 0,67%

Chissà se l’A.D. Iorio definirà ancora l’aumento di capitale “Un successo”. Sicuramente così lo ha definito Federico Ghizzoni, A.D di Unicredit, che è riuscita a svincolarsi con eleganza dalla garanzia cedendola a Fondo Atlante. 

L’operazione dell’A.D, Iorio sicuramente è riuscita nel fantastico obiettivo di far contare i soci come quando la banca era un istituto mutualistico. Solo che allora i soci contavano un voto ciascuno, ora contano tutti zero.

Come avevamo detto mesi fa NON SI QUOTA IN BORSA UNA BANCA O UNA QUALSIASI SOCIETA’ SE PRIMA NON LA SI RISTRUTTURA, e non la si rende appetibile e redditizia. Chi partecipò alla presentazione della nostra bozza di piano industriale per la BpVi ricorderà che fu proprio questo il cuore della nostra contestazione al CdA della banca.  

In questo caso si è voluto mettere il carro davanti ai buoi, con un’incredibile arroganza nei confronti dei soci e dello stesso mercato borsistico, con il risultato di aver distrutto il patrimonio dei soci e di essere stati presi a calci dalla Borsa. Rimane per noi l’amara constatazione di aver sempre detto solo la verità dei fatti, senza illudere, ma presentando con chiarezza quello che sarebbe successo altrimenti, e che purtroppo si è realizzato. 

Ora il fondo Atlante ha annunciato che precederà ad una ristrutturazione ed ad uno “Spacchettamento”, (leggasi frantumazione) della BpVi, esattamente quello che avremmo fatto noi. La differenza è che quest’operazione verrà fatta con un’ottica di realizzare un utile immediato, di breve periodo, che poi è la finalità del fondo Atlante, per poter entrare in borsa quanto prima in modo conveniente e quindi poter dismettere la partecipazione con degli utili. Il nostro piano industriale era si per uno spacchettamento, che però sarebbe stato fatto con un’ottica di utile di lungo periodo e salvaguardando ai soci la proprieta totale di una fetta ridotta della società, quindi con maggior attenzione alla tutela dei valori investiti  ed anche dei posti di lavoro, mentre qui si farà valore nell’immediato, e chi vivrà vedrà.

Del resto per fondo Atlante sarebbe già un enorme successo portare il valore dei titoli al momento della quotazione da 0,1 euro a 0,3 euro, in quando incasserebbe dalla quotazione tre volte l’investito. Per i vecchi azionisti invece questa rivalutazione si risolverebbe nell’ennesima presa per i fondelli, in quando la perdita si ridurrebbe  dal 99,84%  al 99,52%.

Non resta quindi che la strada delle azioni legali, per via contrattuale, extracontrattuale e con costituzione di parte civile. Sabato 7 maggio, presso la sala Leone XIII, presenteremo tutte queste opportunità.

bpvi sede 2

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