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La coda morsa dal pastore tedesco…

La Germania inizia a pagare a casa sua, le politiche imposte al resto d’Europa e che sta perseverando ancora. Basti pensare che la “flessibilità di Renzi si è rivelato un bluff e che comunque sarebbe stata una soluzione tampone senza rimuovere la causa.
Imponendo austerità e deflazione salariale per far riequilibrare una competitività persa da una moneta artificialmente forte per il sud Europa, oltre ad impoverire quest’ultima, la Germania mette anche a repentaglio la sua stessa economia dal momento che il suo principale mercato di sbocco è rappresentato proprio dal Sud Europa.
Cattura stagna
germany-industrial-production

La Germania non può contare sulla domanda proveniente dal resto del mondo, Stati Uniti, Giappone e Paesi emergenti hanno ovviamente monete flessibili   che rendono i loro prodotti competitivi, inoltre il più che probabile alzamento dei tassi di interessi da parte della FED negli USA limiterà quella liquidità che serviva anche per sostenere l’export europeo, tedesco in primis, anche per il fatto che se la Bundesbank raccomanda e prevede un rialzo anche dei tassi di interessi in Europa, l’euro di conseguenza si apprezzerà ancor di più, provocando un avvitamento dell’export tedesco ed europeo.
Inoltre con il cambiamento dell’asse geopolitico attuato da Putin grazie agli stretti accordi commerciali con Sud America, Cina, Iran e l’accordo euroasiatico con  Kazakhstan e Bielorussia, l’export tedesco ne risentirà in misura maggiore.
germany-exports
In sostanza le politiche imposte dalla Germania volta a far “sopravvivere” l’eurozona, ovvero rigore dei conti e recupero competitività tramite deflazione salariale, porteranno come collaterale il collasso della medesima…
Per giunta il modello mercantilista tedesco non può essere adottato da tutti i Paesi dell’eurozona, esso necessita  un solo un predatore e varie prede, altrimenti una giungla europea che preveda tutti predatori senza nessuna preda, porterà all’estinzione dei primi, come sta quasi avvenendo in Germania dove nel mese di maggio la produzione è crollata segnando su base mensile un -1.8%.
Considerando l’ottusità teutonica, non credo ci sarà un’inversione di tendenza in Germania sia nelle sue politiche economiche nazionali che in quelle adottate ed imposte in ambito europeo, essendo comunque il maggior Paese creditore d’Europa questa non concederà mai politiche espansive e per la sua vocazione mercantilista non cederà mai parte della sua competitività aumentando i salari ed accettando un deprezzamento dell’euro, cosa che comunque avrebbe effetti solo sul breve periodo.
Con un calo della domanda mondiale, per i motivi spiegati sopra, la Germania risponderà con un aumento della deflazione salariale, in sostanza raschiando il fondo del barile del mercantilismo, il che porterà ad un avvitamento di tutta l’economia tedesca e non solo.
Il pastore tedesco che si morderà la sua coda…
D’altra parte è fatto risaputo che i tedeschi non arretrano di un millimetro…

 

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2 Comments

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  • Healing’s Dragon

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