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Clamoroso: la risposta di Juncker al Brexit è evitare l’inglese al Parlamento europeo. Ci costringeranno ad imparare il tedesco?

Come ben documenta la stampa tedesca* non senza un pizzico di orgoglio, ecco la risposta dell’EU tedesca al Brexit: alla seduta di oggi del Parlamento europeo si parlerà solo francese o tedesco. Passi per il francese, antica lingua diplomatica oggi in progressivo disuso nei consessi internazionali, ma il tedesco!

FireShot Screen Capture #334 - 'Liveblog zum Brexit_ Juncker vermeidet Englisch in Parlamentsansprache' - www_handelsblatt_com_politik_international_brexit-referendum_brexit-liveblog_liveblog-zum-brexiPer sottolineare quanto scottante sia la notizia, Die Welt prima ha battuto la notizia come “Juncker evita l’inglese come lingua parlamentare“, poi il titolo cambia e viene sostituito con qualcosa come una difficile sfida ai britannici, link riportato in calce all’articolo, mah…

FireShot Screen Capture #338 - 'Juncker vermeidet Englisch in Parlamentsansprache - Cerca con Google' - www_google_ch_search_q=Juncker+vermeidet+Englisch+in+Parlamentsansprache&oq=Juncker+vermeidet+Eng

In ogni caso questo comportamento da parte di Juncker assolutamente infantile, dovrei purtroppo dire arrogante e presuntuoso, dimostra molto bene quello che il buon Sapelli diceva a valle del Brexit: ora non lasciamo sola la Germania perché in momenti di confusione diventa pericolosa.

La storia ci insegna che in momenti di difficoltà Berlino diventa davvero invadente e pur anche pericolosa. E tutto sommato compie sempre gli stessi errori, per fortuna oggi restiamo (per ora) nell’alveo delle peggiorate relazioni economiche ed istituzionali. Non possiamo dimenticare che nei concitati giorni pre-Brexit la Germania ha fatto il solito passo azzardato che tradisce le sue future mosse: Steinmaier, vice cancelliere e ministro degli esteri tedesco, ha affermato pubblicamente che la NATO dovrebbe evitare di provocare Mosca, mandando un messaggio in perfetto contrasto con gli indirizzi occidentali a cui la Germania dovrebbe attenersi.

Ossia, la Germania sembra confermare i dubbi del deep state USA sul fatto che abbia già tradito lo schieramento NATO, come sempre per suoi interessi materiali. Chiaro che Mosca c’entra poco o nulla con questo indirizzo germanico neo irredentista, Putin resta un solido e credibile oltre che molto capace leader di un paese diciamo competitor globale. Come sempre osservare dall’estero le relazioni geostrategiche bilaterali in un contesto semi-conflittuale non è mai il punto: il successo di una coalizione si misura sempre nell’unita delle appartenenze ed in questo caso la Germania, dopo aver firmato il North Stream II con Mosca, dopo aver ritardato all’infinito il Ttip, dopo aver negato l’adesione dell’Ucraina alla NATO nel 2008 oggi alla vigilia del Brexit si spinge ben oltre, verso una ormai dichiarata difformità d’intenti ideologica con l’Alleanza Atlantica.

FireShot Screen Capture #326 - 'German foreign minister accuses Nato of 'warmongering' against Russia' - www_telegraph_co_uk_news_2016_06_18_german-foreign-minister-accuses-nato-of-warmongering-againstFireShot Screen Capture #329 - 'German foreign minister accuses Nato of 'warmongering' against Russia' - www_telegraph_co_uk_news_2016_06_18_german-foreign-minister-accuses-nato-of-warmongering-againstNon è nemmeno importante che un’eventuale elezione di Trump possa riappacificare il fronte orientale, una prospera pace sarebbe benvenuta per tutti; molto più pericoloso e gravido di conseguenze è il fatto che un membro importante dell’Alleanza costantemente si svincoli dai suoi obblighi di appartenenza per perseguire la propria agenda in sfregio agli interessi comuni, oggi con la Russia domani con chissà cos’altro. Lo abbiamo visto in questa Europa austera, l’abbiamo provato sulla nostra pelle di veri europei nelle sanzioni durissime imposte da Berlino alla Grecia, lo vedremo in futuro nella netta contrapposizione egemonica ed economica tra un’Europa ormai diventata a trazione tedesca e gli interessi occidentali in Europa.

Ossia, se Berlino non verrà riportata nell’alveo del reciproco rispetto rischiamo di ritrovarci nel fango di un conflitto più o meno occulto tra poteri globali sul territorio europeo, secondo le gerarchie teutoniche il fine dovrebbe essere far tornare Berlino al comando dell’Europa (…). Il Brexit è un sintomo di questo disagio latente, purtroppo in queste concitati giorni di voluta confusione (anche per aiutare Berlino a nascondere all’opinione pubblica la reale esssenza delle cose, ndr) facciamo finta di non vedere le ragioni che hanno spinto Londra ad emanciparsi dal giogo tedesco all’EU imposto tramite le asimmetriche norme Eurotedesche a quasi esclusivo vantaggio germanico.

L’obbligo della lingua tedesca al Parlamento Europeo in sostituzione dell’inglese rischia di essere un altro grave indizio di un malessere che non tarderà ad conclamarsi in malattia, evidentemente qualcuno spera di far cambiare il “registro” a cui ci siamo riferiti negli ulimi 70 anni.

Mitt Dolcino

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http://www.handelsblatt.com/politik/international/brexit-referendum/brexit-liveblog/liveblog-zum-brexit-juncker-vermeidet-englisch-in-parlamentsansprache/13797548.html

http://www.wallstreet-online.de/nachricht/8717023-brexit-juncker-vermeidet-englisch-parlamentsansprache

http://www.epochtimes.de/politik/welt/juncker-vermeidet-englisch-in-parlamentsansprache-a1340243.html

http://www.welt.de/newsticker/dpa_nt/infoline_nt/thema_nt/article156638168/Merkels-harte-Ansage-an-die-Briten.html

http://www.rundschau-online.de/analyse–merkels-harte-ansage-an-die-briten-24308314

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