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Cala l’aspettativa di vita in Italia. La bioausterità, una nuova realtà.

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La biopolitica può essere un mezzo da usare contro le popolazioni, sopratutto se questa si concilia con le logiche dell’eurozona che richiedono come unica alternativa l’austerità per finalità di competizione nel commercio internazionale.
Quasi due anni fa scrissi un articolo, in cui mostravo, a differenza da coloro che sproloquiano, che la spesa italiana per la sanità dal 2004 è in costante calo, soprattutto dal 2010 quando le risorse finanziare sono state spostate per i salvataggi bancari tramite l’avvio dei fondi salva Stati EFSF e MES ( per salvare banche tedesche e francesi dalla loro finanza creativa) in cui l’Italia ha versato in 6 anni circa 63 mld. Risultato che la spesa italiana per la sanità è INFERIORE alla media OCSE.
La notizia di ieri, relativa al calo dell’aspettativa di vita degli italiani, non ci deve sorprendere, dal momento che fattori come: l’austerità, la vera spesa pubblica improduttiva che non viene mai citata dai media perchè indirizzata a sanare i crediti di una finanza deregolamentata in Europa e l’assenza di investimenti pubblici per rispettare stringenti vincoli di bilancio imposti dall’Europa come il patto di stabilità sia per l’Italia che quello interno dei comuni, stanno portando la sanità italiana da un modello invidiabile in tutto il mondo ad un modello da Paese in via di sviluppo. L’assenza di investimenti nella sanità sono anche in questo caso la prova che l’austerità per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Europa, non permette nessun miglioramento delle condizioni sanitarie, fattore che si è riversato sul calo della speranza di vita, quindi si può parlare dei danni recati alla vita della popolazione dalla “bioausterità”
La privatizzazione della sanità, sogno nel cassetto dell’UE e della sinistra italiana provocheranno una biopolarizzazione della società tra una parte sempre più ristretta in grado di curarsi e una parte sempre più ampia che avrà sempre più difficoltà ad accedere alle cure. E il calo della speranza di vita è funzionale in questo sistema darwiniano, in cui l’anziano e il malato sono da intralcio per il sistema mercantilista, pensioni da erogare, cure da assicurare.
Questo scempio va fermato, a partire dalle regioni e comuni, che liberandosi dal patto di stabilità potranno dare il loro apporto per migliorare le strutture ospedaliere, con l’auspicio di uscire dall’euro. Non a caso il dato sulla salute degli italiani ha sottolineato che sono stati persi in 15 anni i vantaggi acquisiti in 40 anni” ovvero appena un anno prima  dell’inizio dell’entrata nella moneta unica europea.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

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