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Brexit: chi ha paura e chi no.

Cattura brewscir
L‘ex governatore della Banca centrale inglese, non ha dubbi: Ovvero che la depressione economica in Europa non può essere evitata se si permane nell’area euro ed anzi questa è anche voluta da deliberate politiche.
Europe’s deep economic malaise is the result of “deliberate” policy choices made by EU elites, according to the former governor of the Bank of England.

Non è questione di complottismi, ma di logica macroeconomica a mio avviso e quindi:
1) La Germania è il principale Paese creditore in Europa grazie all’euro che ha di fatto azzerato il rischio cambio per i creditori e quindi ogni forma di rialzo inflattivo risulta una perdita per i crediti tedeschi.
2) Il QE non funziona, non c’è la volontà politica di trasmettere la liquidità nell’economia reale per l’assenza di investimenti pubblici NON finanziati dalla BCE, l’imposizione dei vincoli di bilancio e dei tagli alla spesa
3)La flessibilità del lavoro mira a recuperare internamente quella competitività che veniva riequilibrata tra gli Stati attraverso le monete nazionali flessibili. Quindi si deve agire comprimendo la domanda per esportare di più e importare di meno, al fine di riequilibrare le bilance pagamenti.
4) Pertanto ogni politica realmente espansiva fare esplodere gli equilibri commerciali tra i Paesi europei, il Sud importerebbe di più, esportando di meno e la parabola debiti privati aumenterebbe in modo incontrollato.
5)Gli effetti negativi come il calo del pil e l’aumento del rapporto % con il debito non si fanno attendere, così come quella deflazione che fa comodo alla Germania ma che rende i debiti sempre più insostenibili.
6) Inoltre il processo di deindustrializzazione italiana a danno delle PMI rientra in questo quadro e logica macroeconomica, volta a togliere uno scomodo competitor alla Germania.
7) Unica soluzione come auspicata dall’ex governatore è lo smantellamento della zona euro. Non ci sono alternative.

Pareri diversi dalla City di Londra, luogo dell’economia NON reale della Gran Bretagna.
Se le grandi società finanziarie (spesso straniere) hanno paura del Brexit allora è un motivo in più per i cittadini, che rappresentano l’economia reale del Paese, a liberarsi dalle catene dell’UE. Cosa che per la City rappresenta un “liberismo” del mercato in Europa.
Il fatto, inoltre che la sterlina si sia svalutata è del tutto normale, perché i mercati giocano e speculano su qualsiasi notizia che rompe la “stabilità” degli eventi. Da ricordare che in seguito alla crisi del 2008 la Gran Bretagna si vide svalutare la sua moneta fino al 25%, cosa che gli ha permesso di recuperare competitività nei mercati e quindi di uscire dalla crisi molto prima rispetto al l’eurozona che ancora sconta i danni.
Il Brexit porterà miglioramenti per l’economia reale a partire dal ripudio del TTIP e forse maggiore competitività con una sterlina meno rivalutata.
Ecco perché la sinistra in Italia vuole evitare l’uscita dall’UE da parte di Londra, cosa che si farebbe sentire anche con il suo elettorato in Italia, visto che il partito è cassa di risonanza della retorica europeista.

 

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