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BORGHI:“Bankitalia omissiva su disastro MPS. Vogliamo nomi e cognomi di chi non ha vigilato.”

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E’ netta la presa di posizione a margine della seduta della Commissione d’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena in Regione Toscana da parte del Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale della Toscana, Claudio Borghi Aquilini, che forte delle risposte date da Banca d’Italia alle sue domande nell’ambito dei lavori della Commissione, dichiara: “Da subito è sorta una forte perplessità sulla replica alle mie domande rivolte a Banca d’Italia in merito all’operazione Antonveneta; oggi, dopo l’audizione dell’Avvocato Falaschi, i dubbi su quanto affermato dalla banca centrale, organo preposto alla vigilanza sugli istituti di credito del Paese, sono diventati molto più concreti.”

I “botta e risposta” tra Borghi, ex professore di economia ed esperto di banche e l’Avvocato Paolo Emilio Falaschi, storico accusatore del malaffare della banca senese, hanno animato la seduta odierna della Commissione d’inchiesta con un evidente focus sul ruolo di Bankitalia. “Incrociando le informazioni emerse a seguito dell’audizione odierna con quelle ottenute nelle passate sedute e con le risposte arrivate pochi giorni fa in merito alle responsabilità della mancata vigilanza esercitata sull’operazione Antonveneta” – risposte in cui la stessa Banca d’Italia si discolpa e addossa la responsabilità del processo di autorizzazione al generico Direttorio, ignorando la specifica richiesta di fornire i nomi di chi ha seguito ed approvato l’operazione che ha condannato una banca con sei secoli di storia – “sembrano esserci sufficienti elementi per definire Banca d’Italia corresponsabile del disastro Monte dei Paschi.”

“Partecipare a questa commissione è scoraggiante” sospira Borghi. “Bilanci falsati per miliardi, derivati che compaiono e scompaiono dai conti secondo convenienza, suicidi che probabilmente non sono tali, bonifici miliardari su cui nessuno ha voluto indagare. Secondo le evidenze emerse anche oggi si parla di bilanci falsificati dal 2012 al 2014 che renderebbero illegittimi gli aumenti di capitale effettuati e la corresponsione dei Monti-bond. Possibile che chi aveva poteri di indagine infinitamente superiori a quelli di questa commissione non sia mai intervenuto con la necessaria decisione? E’ evidente dunque – conclude Claudio Borghi – che Banca d’Italia doveva vigilare e non l’ha fatto, che “non poteva non sapere” e che si vogliono coprire i veri responsabili e corresponsabili di un disastro finanziario di proporzioni mai viste; le risposte evasive alle mie domande sono la dimostrazione che il “bello” deve ancora venire alla luce, e non lasceremo nulla di intentato perché ciò avvenga nel più breve tempo possibile.

E’ ora che coloro che hanno messo in ginocchio la terza banca italiana, che ad oggi ha circa 50 miliardi di crediti inesigibili di cui quasi metà scoperti, siano chiamati per nome e cognome.”

Claudio Borghi Aquilini

Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale della Toscana – Responsabile economia Lega Nord

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