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BONUS 80 EURO ? PER MOLTI UN FRUTTO AVVELENATO

 

 

 

 

 

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Il Bonus 80 euro in busta paga è stato uno dei primi e più intensi mezzi promozionali del governo Renzi, quello che, probabilmente, gli ha permesso buoni risultati nelle elezioni regionali del 2014. 

Anche se il progetto renziano prevede l’allargamento di questo bonus ad altre categorie, lo strumento si sta rivelando un doloroso boomerang per molti lavoratori italiani: infatti per poter godere al bonus vi sono dei limiti reddituali ben precisi. Chi ha redditi sopra i 24 mila euro vede il bonus decurtato o annullato, ma anche i cosiddetti soggetti “Incapienti”, cioè coloro che percepiscono redditi così bassi da non generare un debito d’imposta adeguato non possono goderne.

Quindi, se per un principio generare di giustizia sociale è accettabile che chi percepisce redditi elevati non goda di un aiuto sociale, al contrario gli 80 euro vengono a non essere pagati proprio a quei soggetti deboli, incapienti, che non  percepiscono redditi o ne percepiscono di minimi al di sotto della soglia degli 8 mila euro annui. Insomma gli 80 euro aiutano chi già sta benino, ma non vengono dati a chi, invece, sta male.

Facciamo tre esempi : 

a) Una famiglia in cui tutte e due i membri lavorano e percepiscono due stipendi pari  23 mila euro ciascuno , percepisce un aiuto pari a 1920 euro, con un reddito complessivo di 46 mila euro.

b) Una famiglia monoreddito, in cui solo un coniuge lavora e percepisce un solo stipendo da 23 mila euro, riceve un contributo pari a 960 euro.

c) Una famiglia in cui entrambi i coniugi abbiano perso il lavoro, rischia di trovarsi a restituire parzialmente il bonus con un reddito 0….

Se ne stanno accorgendo molti lavoratori appartenenti ai redditi più bassi che si vedono richiedere indietro i 960 euro di defiscalizzazione illegittimamente goduto nel 2015.  Il “Fatto Quotidiano” riporta il caso di una lavoratrice con un reddito lordo di 7500 euro annui che si è vista richiedere una detrazione in busta paga di diverse centinaia di euro, proprio per la restituzione del bonus percepito .

Si calcola che su 11,6 milioni di italiani favoriti dal bonus, il 12,5 % lo dovrà restituire indietro, e buona parte di questi sono lavoratori con redditi minimi

Insomma un aiuto nella linea di questa nuova Italia, che aiuta i forti e calpesta i deboli.

 

 

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