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Bioeconomia… economia e ambiente stringono sodalizi ricchi di prospettive future! (di Daniele Parlante)

 

 

Bioeconomia

La bioeconomia viene definita dalla Comunità Europa come l’insieme delle attività che usano risorse naturali e rinnovabili per produrre beni ed energia. L’Europa in questo contesto, cerca di incentivare l’abbandono progressivo delle risorse non rinnovabili, facendo leva su tutte quelle attività che producono e usano materie prime naturali. L’obiettivo è creare una società più innovatrice e un’economia a emissioni ridotte, conciliando l’esigenza di un’agricoltura e di una pesca sostenibile e della sicurezza alimentare, con l’uso sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili per fini industriali, tutelando allo stesso tempo la biodiversità e l’ambiente. La bioeconomia non è la “economia del settore bio” (come sta cominciando a farci credere un certo pressappochismo mainstream), bensì una disciplina socio-economica che postula, ai fini della salvaguardia del nostro habitat, uno sviluppo dell’attività umana neghentropico, cioè attento ad evitare l’irreversibile degradazione di materia ed energia intrinseca ai processi produttivi. Oggi in Europa il valore della bioeconomia è stimato in 2000 miliardi di euro, con una occupazione di oltre 22 milioni di persone (il 9% del totale); sono compresi i settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della produzione alimentare, nonché comparti dell’industria chimica, biotecnologica ed energetica. Ogni euro investito nel 2012 in ricerca e innovazione nella bioeconomia, l’UE stima possa generare un valore aggiunto di 10 euro entro il 2025. Grazie al suo potenziale innovativo, la biotecnologia può essere una risposta a gran parte delle sfide globali che dovremo affrontare nei prossimi anni, dal risanamento ambientale, cambiamento climatico, all’invenzione di nuovi medicinali, alla necessità di sfamare un mondo in cui i fabbisogni alimentari aumenteranno del 70% da qui al 2050. Siccome la bioeconomia non può essere considerata la panacea di tutti i mali, sembra possedere alcune carte da giocare per assicurare la sostenibilità ambientale, richiedendo il passaggio da politiche e meccanismi di governance settoriali a un approccio molto più integrato, il carattere “trasversale” della bioeconomia offre un’opportunità unica per affrontare in maniera onnicomprensiva le sfide sociali interconnesse (strategia Europa 2020). Nella nostra bellissima nazione la bioeconomia/bioindustria, ancora lontana dall’esprimere tutto il suo potenziale, ha realizzato una produzione pari a 244 miliardi di euro, dando lavoro a poco meno di 1,5 milioni di persone. Per concludere tutti noi dobbiamo cambiare mentalità e approccio verso il nostro sistema ambiente… PORTARE RISPETTO!!!

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