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Bini Smaghi: Tornare alla lira è impossibile.

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In uno spot che sta girando su internet , il professore di economia Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del comitato esecutivo della BCE dal 2005 al 2011  ed attuale presidente Snam oltre ad essere membro indipendente del cda di Morgan Stanley International (banca d’affari americana
http://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_Bini_Smaghi ) descrive gli effetti “benefici” portati dall’euro al nostro Paese.
Il professore inizia, citando gli effetti “nefasti” dell’inflazione, dichiarando che questa avrebbe eroso i risparmi dei cittadini italiani durante gli anni della lira.
Come sappiano oggi in pieno euro i consumi stanno crollando di anno in anno e la deflazione ne è la prova, gli italiani rinunciano addirittura alla carne ed i pensionati che rubano nei supermarket sono la triste realtà, comunque vediamo l’andamento dei risparmi delle famiglie italiane dagli anni 70′ in poi, durante la lira e la famosa inflazione a due cifre (inflazione importata a causa della crisi petrolifera).

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Durante gli anni dell’inflazione a due cifre e con la “liretta” le famiglie italiane detenevano il record mondiale dei risparmi netti privati, mentre oggi in deflazione i risparmi italiani ed i consumi sono distrutti.
Pertanto l’equazione da bar dello sport inflazione=distruzione risparmi fa acqua da tutte le parti. Il calo vistoso dei risparmi italiani inizia dal 1996 anno della fissazione del tasso di cambio lira-euro ed il rientro del nostro Paese nello SME credibile, strane coincidenze che lasciano riflettere…
Continuando, Bini Smaghi afferma che con le svalutazioni i guadagni per l’Italia “duravano poco” e che dagli anni 80′ a 90′ l’industria italiana si sarebbe erosa (cit l’Italia ha perso gran parte della sua industria a causa di queste svalutazioni).
Già i titoli di questi due articoli del 1993 (anno post SME guarda caso) possono smontare quello detto dall’ex membro della BCE.
(http://archiviostorico.corriere.it/1993/giugno/04/Germania_mai_cosi_basso_co_0_9306049335.shtml)
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(http://archiviostorico.corriere.it/1993/settembre/11/Made_Italy_mai_cosi_bene_co_0_93091110082.shtml)
Ma andiamo nello specifico analizzando il saldo delle partite correnti tra Italia e Germania (principale nostro competitor) durante gli anni 90′
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Prima del 1993 effettivamente l’Italia era in negativo con il saldo delle partite correnti rispetto alla Germania, per il semplice fatto che noi eravamo nello SME, accordi di cambi fissi che bloccava la fluttuazione della lira di non oltre il 6%. Ma dall’uscita dell’Italia dall’accordo europeo dei cambi fissi le parti si invertono tra Italia e Germania, situazione analoga oggi con l’euro.
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In quanto alla produzione industriale, l’Italia non legata ai cambi fissi superava quella tedesca ( http://scenarieconomici.it/jacques-sapir-commenta-il-grafico-storico-della-produzione-industriale-italiana-e-tedesca-dal-1960/)
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I dati parlano chiaro, l’Italia senza il cambio valutario legato a quello tedesco e quindi con moneta flessibile, ha sempre registrato una produzione industriale maggiore rispetto a quella tedesca.

Prosegue poi Bini Smaghi affermando che l’Europa è integrata politicamente, senza che mostro foto o grafici, sappiamo tutti che presto la Gran Bretagna ricorrerà ad un referendum per chiedere l’uscita dall’UE…
Altra affermazione: “Tornare alla lira, significa tornare a quelle politiche del passato che non hanno  consentito all’Italia di crescere in modo sostenibile e duraturo”
A parte il fatto che in piena lira eravamo nel G7 e precisamente tra la quinta e sesta potenza industriale del mondo e dal 2002 ad oggi la crescita del pil italiano non è mai andata oltre l’1% e dalla crisi del 2008 siamo praticamente in una recessione senza fine…
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“Il rigore l’abbiamo voluto noi perchè non abbiamo fatto le riforme strutturali” rimane quindi l’austerità perchè i mercati non sarebbero disposti a compare i titoli di Stato.
In qualsiasi Paese del mondo, la banca centrale di un Paese assicura l’acquisto dei titoli di stato e quindi è garante sul debito nazionale, il caso europeo rappresenta l’anomalia rispetto al resto del mondo.
I mercati si sono calmati non per le ipotetiche riforme strutturali ma  da quando Draghi nella famosa estate del 2012 pronunciò il famoso “Whatever it takes to preserve the euro” ovvero annunciava che la BCE
avrebbe garantito i debiti sovrani.
CRISI
Che poi che si sia rivelato praticamente un bluff questa fa parte della cronaca attuale…
Sul caso greco accennato, ricordo che il vice presidente della BCE Vitor Constancio affermò nel maggio del 2013 in una conferenza presso la Bank of Greece ad Atene, che la crisi dell’eurozona era dovuta ad un eccessivo indebitamento PRIVATO e NON pubblico, ovvio che l’euro c’entra, perchè fomenta l’indebitamento privato dal momento che non esiste rischio cambio per i creditori.

Amato invece ha confermato  come mostrato in video: https://www.youtube.com/watch?v=SKbY_UTeNf0 che l’euro non sarebbe stato un successo, ma anzi…


“Tornare alla lira è impossibile? nella vita tutto è reversibile…

 

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