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Atene approva il secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori, ma il Grexit è solo rinviato.

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Il parlamento Greco approva anche il secondo pacchetto di riforme richieste dai creditori, in particolare approva delle modifiche al codice di procedura civile e l’adozione delle regole europee sulla risoluzione delle banche in fallimento.

Da notare che le riforme lacrime e sangue come la riduzione delle pensioni e l’aumento delle tasse sono state spostate in Agosto.

L’approvazione di questo secondo pacchetto apre la strada verso la negoziazione del terzo bailout e ha permesso alla Grecia di avere gli aiuti per pagare la rata scaduta in Luglio al FMI.

Il terzo bailout non e’ stato ancora definito nei dettagli e comprende una politica di austerità che la popolazione Greca inizierà ad odiare. In particolare, il governo dovrà avere un surplus primario e cioè le tasse devono superare la spesa. Questo obiettivo sarà molto difficile da raggiungere visto che già l’austerità introdotta nel precedente bailout ha fatto aumentare il rapporto Debito/PIL. Anche il rapporto di Luglio 2015 del FMI dice che il debito della Grecia non è sostenibile e sembra che lo si sapesse anche prima del secondo bailout.

Inoltre si dovrà definire il taglio del debito chiesto da Tsipras e che i tedeschi non vogliono concedere, insomma nonostante le notizie positive che trasmettono i media non è cambiato niente: la questione chiave posta da Tsipras rimane e cioè: taglio del debito per renderlo sostenibile o grexit.

Luca Boscolo

noeuro.org

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