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ASSE FRANCO-TEDESCO HOLLANDE-MERKEL? I DATI MACROECONOMICI FRANCESI NON LO SUGGERISCONO!

In questi giorni si parla tanto di asse Franco-Tedesco quale testa pensante per l’intera Eurozona. Cià in virtù dell’avvenuta scelta Brexit dell’UK, della sudditanza finanziaria spagnola ai tedeschi e dei continui vertici bilaterali Hollande-Merkel da cui viene lasciato fuori IL SALSICCIAIO.

Ma siamo proprio sicuri di poter parlare di asse franco-tedesco? Così lo definiscono i quotidiani finanziari anglosassoni, eppure, a mio avviso, le condizioni per l’effettiva creazione di una tale situazione non vi sono.

Mi ricordo che nel 2013 scrissi un pezzo su questo sito in cui interpretando correttamente la tendenza da austerity, che come sappiamo è quanto serve per mascherare da crisi da debito una crisi da bilancia commerciale, previdi l’esplosione del rapporto debito/pil dei Francesi:

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Per la precisione, mi chiedevo se la manovra di austerity necessaria per riportare le importazioni sotto le esportazioni dovesse essere particolarmente dura da massacrare le ridottissima crescita del PIL (stante la maxi manovra con cui tagliare l’immenso deficit francese).

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data la formula del debito pubblico fra esercizi (annualità)!

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Restare nei parametri di Maastricht l 3% avrebbe richiesto una manovra di circa 5 punti percentuali e mezzo di tasse o tagli! Ovviamente questo era impossibile.

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Dall’analisi delle formule relative alla formazione del debito, si nota che la Francia avrebbe visto salire ben presto il suo valore intorno al 100% del PIL.

E cosa è accaduto effettivamente?

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E beh! Non male direi vero?

Ecco l’articolo del 2013:

ALLOSANFANDELAPATRI’ (Euroincubi per Giolitthollande)

Ma ora vediamo se la Francia ha migliorato la sua situazione competitiva. Conoscendo il fatto che le crisi NON SONO DA DEBITO MA DA BILANCIA COMMERCIALE osserveremo tale valore:

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Niente da fare! Ancora la competitività della nazione è di la da venire!

Cosa che invece la Germania continua a preservare disinteressandosi totalmente dei proprio partner commerciali che, quindi, si configurano più come tonni da spolpare che veri partners:

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Cosa possiamo affermare quindi?

Che l’asse Franco-Tedesco rischia sicuramente di finire travolto dal caos economico del paese. Caos che, da sempre, è frutto solo, solamente e soltanto dell’adozione di una VALUTA FORTE. 

DE SANTIS NEL 1500 SCRIVEVA CHE IL MEZZO PER RARIFICARE LA MONETA ERANO IL CAMBIO FORTE E LA DISTRUZIONE DEL CREDITO.

Esattamente quanto accade oggi in Italia e, a breve, in Francia. Eccovi un estratto dal libro

“Economisti del cinque e seicento” di Augusto Graziani – Editore Laterza 1913 (Bari)

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ed il problema, è che il cambio dell’euro è sopravvalutato anche per la Francia e, quindi, la valuta euro è troppo forte anche per la Francia nonostante la stessa abbia recuperato tantissimo sul fronte della produttività:

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grazie sia al furto di mercati ai vicini (si fanno fallire i piccoli imprenditori italiani del pane o della farmaceutica e della tipografia e se ne acquiscono mercati e tecnologie), sia agli investimenti fissi lordi:

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L’economia, quindi, può ancora giocare un ruolo fondamentale per spingere verso  la Frexit i francesi:

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Chi vivrà vedrà!

 

 

 

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