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A.N.P.I e A.R.C.I uniti contro il referendum ma non contro il Governo renziano

partigiani-appostati

 

 

 

I partigiani tornano a combattere, questa volta invece che sui monti dentro circoli ricreativi A.R.C.I. E’ incredibile perchè se anche i fronti dei combattenti per la libertà nazi-fascista e i fronti dei divertimenti con la tessera associativa PD si schierano per il NO al referendum significa che queste modifiche costituzionali sono proprio un obbrobrio indicibile. Questa non è che una conferma di quanto Alternativa per l’Italia e tanti italiani sani di mente affermano per le strade.

Scusate ma la fantasia galoppa in questa immagine del vecchietto con in tasca le carte del tressette e in mano un MAB 38 che organizza il presidio di raccolta delle firme giostrandosi dialetticamente per dire NO al referendum e contemporaneamente affermare che questo non inficia la tenuta del Governo.

Si perchè nella comunicazione scritta congiunta del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia e della presidente nazionale ARCI Francesca Chiavacci che sancisce l’accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del Senato e per emendare la legge elettorale al punto 1 si legge:

Questi referendum non riguardano la tenuta o meno del Governo, ma solo la difesa della Costituzione, del diritto dei cittadini alla rappresentanza, del libero esercizio della sovranità popolare”

Ora che effettivamente sia una difesa della Costituzione ci par palese, ma come riusciranno a spiegare che questo non inficia la tenuta del Governo che ha preparato queste scempiaggini di modifiche costituzionali e per cui il sor Renzi ci ha messo anche la faccia affermando che se falliranno si ritirerà in quel di Rignano a coltivar zucchine.

Immaginatevi la conversazione del partigiano arzillo al presidio nel dimostrare che il Governo fa bene ma le modifiche costituzionali e la legge elettorale son dei troiai! Come faranno a spiegare, come citano al punto 4, a coloro che credano nella Democrazia che la Democrazia non esiste più ma si è affermata una oligarchia delle multinazionali che proprio gli ultimi tre Governi sponsorizzano a piene mani, compreso il Presidente della Repubblica Mattarella che elogia la trilaterale.

Anche i partigiani si sono accorti insieme ai giocatori di tresette che queste riforme e questa legge elettorale son antidemocratiche dato che hanno come unico scopo quello di sottrarre il ruolo che la Costituzione ha sempre riservato al Senato per renderlo invece presidio delle corporazioni?

Insomma fronti della sinistra in antitesi con il governo della sinistra verdiana e mondialista, questa è la realtà.

In quale circolo ARCI andrà Renzi a firmare?

Jacopo Cioni

Vi lascio il testo integrale della comunicazione reperibile sul sito dell’A.M.P.I

http://www.anpi.it/articoli/1536/accordo-anpi-arci-per-il-no-alla-riforma-del-senato-e-per-emendare-la-legge-elettorale

Accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del senato e per emendare la legge elettorale

9 Maggio 2016

In allegato il manuale operativo per la raccolta delle firme ed il comunicato del “Referendum contro l’Italicum per la democrazia” e di “No referendum Costituzione”.

Qui di seguito la lettera congiunta del presidente nazionale ANPI, Carlo Smuraglia e la presidente nazionale ARCI Francesca Chiavacci che sancisce l’accordo Anpi-Arci per il no alla riforma del Senato e per emendare la legge elettorale.

Carissime e carissimi,
stiamo entrando nel vivo della campagna referendaria, per ottenere un NO alla riforma del Senato, voluta dal Governo e per ottenere due SI agli emendamenti che proponiamo alla legge elettorale.
È una battaglia che stiamo conducendo anche con altre forze, ma nella quale noi – ANPI ed ARCI – uniti da un protocollo di intesa, non formale, vogliamo impegnarci a fondo, con la nostra autonomia, la nostra indipendenza di pensiero, il nostro modo, comune, di voler realizzare appieno la democrazia.
Ora bisogna raccogliere le firme; c’è poco tempo (meno di tre mesi), per raccoglierne quante sono necessarie, cioè 500.000 (e anche più) per ogni referendum. Non sarà facile, ma si può, si deve riuscire; utilizzando la raccolta delle firme anche per fare una grande campagna di informazione a fronte di un’enorme quantità di cittadine e cittadini che poco sanno delle questioni di merito e che bisogna sottrarre alla suggestione del plebiscito che vorrebbe il Governo.

Noi abbiamo alcuni punti fermi, che intendiamo ribadire:

  1. questi referendum non riguardano la tenuta o meno del Governo, ma solo la difesa della Costituzione, del diritto dei cittadini alla rappresentanza, del libero esercizio della sovranità popolare;
  2. affrontiamo una battaglia “politica”, nel senso più puro del termine, senza trasformarci in partiti e senza svolgere un lavoro che non appartiene alla nostra identità;
  3. affrontiamo questa battaglia non da soli, ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte;
  4. non ci faremo chiudere nel recinto della politica-partitica e neppure in quella della “sinistra” (posto che ce ne sia una sola); vogliamo e dobbiamo raggiungere milioni di cittadini, indipendentemente dalla loro appartenenza e dalle loro idee, dalle loro collocazioni professionali e politiche. Per farlo, abbiamo bisogno di aprire a tutti coloro che credono nella democrazia, restando noi stessi;
  5. è possibile che in qualche caso possiamo unire le nostre forze con quelle di chi svolge altre consultazioni, in una forma o nell’altra; ma non siamo per creare un insieme eterogeneo di richieste, rivendicazioni, proposte diverse, perché questo – più che aiutare – ostacolerebbe e renderebbe più complesso il nostro lavoro;
  6. tutto il lavoro e tutte la responsabilità, dovranno confluire nei due Comitati nazionali (quello per il NO alla Riforma del Senato e quello per il SI alle modifiche alla legge elettorale). Non accettiamo altre sovrapposizioni o rapporti di dipendenza;
  7. è stata concordemente costituita, di recente, una “Cabina di regia” che, in sostanza collegherà il lavoro dei due Comitati nazionali, divenendo il punto di riferimento, assolutamente neutrale ed impersonale, per lo scioglimento di controversie, quesiti, problemi, che possano insorgere a livello locale;
  8. bisogna costituire, ovunque, su tutto il territorio nazionale, a livello di Comune e di quartiere, Comitati referendari, che riuniscano in sé, eventualmente, le due tematiche, raccolgano le firme per entrambe e forniscano informazioni ai cittadini, creino iniziative di informazione e discussione; questi Comitati saranno tanto più autorevoli, quanto più si raccoglieranno attorno a personalità note per il loro equilibrio, la loro saggezza, il loro chiaro orientamento democratico;
  9. questi Comitati, dovrebbero comunque essere espressione di una volontà comune;
  10. occorre ricordare che non basta raccogliere firme; queste debbono essere certificate- autenticate; ci vogliono i certificatori e bisogna, spesso, retribuirli.
    Anche a questo fine, il rapporto è con i due Comitati nazionali e, per ogni problema e questione, con la “Cabina di regia”. In attesa della definizione di un preciso recapito, anche mail o telefonico della cabina di regia, potete rivolgervi a noi, che provvederemo a mettervi in relazione con essa, oppure a contattare direttamente il Comitato interessato;
  11. della costituzione di ogni Comitato è opportuno dare notizia:
    a) all’ANPI e all’ARCI nazionale (segreterianazionale@anpi.it – testini@arci.it)
    b) al Comitato per il SI e a quello per il NO

Si invierà quanto prima un “manuale operativo per la raccolta delle firme”.

Roma, 3 maggio 2016
Il Presidente Nazionale ANPI Carlo Smuraglia – La Presidente Nazionale ARCI Francesca Chiavacci

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