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ALTRO CHE BREXIT,l’EUROPA E’ GIA’ MORTA IL 13 LUGLIO 2015! (di Pietro De Sarlo)

 

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L’Europa, intesa come unione dei popoli, è morta il 13 luglio 2015 quando furono imposte con perfidia punitiva delle misure economiche, ritenute universalmente inutili anzi dannose, alla Grecia non per migliorare la sostenibilità del debito greco ma solo per umiliarla ed umiliare insieme ad essa la democrazia.

La vicenda greca ha anche palesato agli occhi del mondo le ansie di dominio sull’Europa della Germania per realizzare quello che non le era riuscito provocando ben due guerre mondiali. La vicenda ha anche dimostrato, senza ombra di dubbio, che il governo Monti è stato di fatto un governo collaborazionista delle mire tedesche.

Sbaglio?

Potevano gli inglesi tollerare di diventare una nazione dominata dai tedeschi? A mio modo di vedere la pancia degli inglesi ha votato leave forse anche per questo. Forse la mia lettura è un po’ forzata ma mi piace credere che il mondo anglosassone ancora una volta salvi la democrazia in Europa.

Vorrei ricordare a tutti che il Regno Unito non ha l’EURO e che la sua permanenza nella Comunità Europea è regolata da trattati generali e un insieme di trattati specifici, per lo più di natura economica, e che l’uscita dall’Europa implica sostanzialmente una revisione di questi trattati e non è assolutamente detto che il Regno Unito non spunti delle condizioni migliori delle attuali.

Vorrei ricordare inoltre l’andamento del PIL di alcuni paesi europei (dati EUROSTAT) dall’introduzione dell’euro (primo gennaio 2002) ad oggi. Credo sia istruttiva la lettura della tabella seguente che mostra come nella fase iniziale tutti i paesi hanno beneficiato della introduzione dell’euro, tranne forse l’Italia e in misura minore la Germania,   mentre nella seconda fase, che parte proprio con la crisi Greca che ha generato una isterica pretesa da parte della Germania di applicazione rigida delle politiche di rigore, ha portato benefici solo alla Germania e al Regno Unito, che non ha aderito all’Euro.

FullSizeRender (23)Ora quando leggo molti autorevoli opinionisti, come Bebbe Servergnini, che inveiscono contro i rozzi, anziani e provinciali inglesi che hanno votato leave contro i giovani e gli illuminati intellettuali che invece hanno votato remain oppure persone che hanno ricoperto alte cariche dello Stato, come l’ex presidente Giorgio Napolitano, affermare apoditticamente che il popolo bue non può votare su argomenti delicati come la permanenza in Europa rimango allibito.

Come prima cosa vorrei che chi afferma che il leave ha vinto diffondendo falsità e menzogne evitasse, per sostenere le proprie tesi, di diffondere menzogne e falsità come il fatto che i giovani inglesi abbiano votato remain. Sarebbe anche opportuno che  evitassero di amplificare  proditoriamente il dissidio scozzese o la richiesta su parliament.uk, dai contenuti ridicoli, di rifare  il referendum.

Lo stesso Enrico Letta ha affermato, e si vede anche dai dati pubblicati in vari siti sulla partecipazione al voto per classi di età, che in realtà i giovani non sono andati a votare per la gran parte e quindi sono stati sostanzialmente indifferenti ai quesiti referendari. Sottolineo che la partecipazione al voto per classi di età è un dato rilevabile mentre l’espressione di voto per classe di età è una ipotesi fatti magari dagli stessi sondaggisti che hanno sbagliato gli exit poll. Quanto agli scozzesi è noto anche ai neonati che da secoli cercano l’indipendenza dal Regno Unito ed è ovvio che cavalchino strumentalmente l’onda solo per chiedere un nuovo referendum sull’indipendenza.

Quanto poi alla richiesta di rifare il referendum in realtà si chiede di rifarlo con una norma per cui il referendum per essere valido deve avere almeno il 75% dei votanti e il 60% dei voti favorevoli al quesito referendario posto. Tradotto oggi il Regno Unito ha votato per il leave. Se fosse introdotta la norma richiesta per modificare lo statu quo, e quindi per rientrare in Europa, occorrerebbe che a votare il remain fosse il 60% degli elettori e che votasse almeno il 75% degli aventi diritto. Mi chiedo se Nicola Surgeon intende rifare il referendum per l’indipendenza scozzese con queste regole.

Mi chiedo poi i nostri intellettuali cosa vogliono fare? Abolire il suffragio universale? Reintrodurre il voto per censo o concedere il voto solo ai laureati? O più semplicemente ammettere al voto solo chi la pensa come loro? A loro ed al Presidente Emerito Napolitano chiedo se il popolo è bue quando vota in modo difforme ai loro desiderata mentre invece è illuminato quando vota Gianni Pittella al Parlamento Europeo e poi il PD lo fa nominare anche presidente del Partito Socialista Europeo?

Mi chiedo infine perché secondo questi principi del pensiero chi ha votato leave è un incolto incosciente mentre affidare la presidenza della Commissione Europea al signor Juncker, che ha favorito in tutti i modi gli evasori europei a trasferire fondi e attività in Lussemburgo, e che, a quanto si legge e mi dicono, dopo le dieci di mattina ha la lucidità e il fiato di Bonagiunta, è invece da illuminati intellettuali.

A me vedere Juncker maramaldeggiare nei confronti della Grecia, il primo esempio di democrazia nel mondo, e provarci di nuovo ora con l’Inghilterra, da cui è nata la democrazia moderna, mi dà il voltastomaco. Lo stesso Juncker che invocava il rispetto delle regole quando bisognava infierire sui greci e che ora chiede che i deputati inglesi lascino il parlamento ignorando che ci sono delle procedure già stabilite.

Perché dovremmo essere innamorati di questa Europa dei burocrati che si diletta a normare la dimensione dei cessi e dei cacciavite e magari pretenderà di dirci anche a che ora alzarci, mangiare fare pipì e fare sesso? Gli stessi burocrati che dopo il salvataggio delle banche tedesche ha varato norme per affossare tutte le economie e le altre banche.

Vedrete che alla fine il PIL dell’Inghilterra aumenterà ancora di più rispetto al resto d’Europa.

D’altronde da un popolo che ha resistito imperterrito mesi sotto le V1, che ha ancora oggi la migliore intelligence del mondo e la propria Regina a capo del Commonwealth, che ha rapporti privilegiati e non scalfibili con la più grande potenza del mondo, gli USA, sopravviverà alla grande a Juncker e a Schauble. Magari troverà anche il tempo per salvare ancora una volta la nostra democrazia dal dominio tedesco.

Cari intellettuali italiani invece di dire fesserie fareste bene, come ha già fatto Paolo Savona e Antonio Maria Rinaldi, a chiedere che sia fatto un piano di emergenza per essere pronti ad uscire dall’Euro e dall’Europa, o al collasso dell’area euro, perché ho la sensazione che i vostri amici non hanno ancora capito che senza una rifondazione e una valorizzazione delle ragioni che hanno spinto i Padri Fondatori dell’ Europa  a creare la comunità europea ci sia poco futuro per l’UE anche grazie alle vostre analisi e affermazioni. Dal sogno di Spinelli e De Gasperi siamo passati all’incubo di Juncker,  Schauble e Merkel.

Qualcuno dirà che i Greci hanno mentito, e i tedeschi no sulla Volkswagen?, che sono delle cicale.

Ma chi di voi da piccolo sentendo la favola della cicala e della formica ha tifato per la formica? Chi lo ha fatto vada a vivere nel Terzo Reich, agli altri, e a tutti noi, che per un giorno o una vita siamo sati un po’ cicale lasciateci trovare da soli la via per la salvezza.

Pietro De Sarlo

 

 

 

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