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L’UE ancora all’attacco dei prodotti tipici italiani.

agricolta

E’ stato rimosso il  dazio sull’importazione di olio tunisino, per aiutare il Paese che è in lotta contro i terroristi (così’ hanno giustificato la cosa i vari europarlamentari del PD che hanno votato a favore di questo provvedimento).
Ma il “bello” ora viene, dopo la rimozione dei dazi anche sul riso cambogiano e vietnamita per la “gioia” dei produttori veneti,  l’UE, oltre a farci invadere di prodotti agroalimentari per creare dumping, sta anche in sostanza sanzionando i nostri di prodotti tipici locali. L’ultima trovata è l’aumento dal 4 al 10% dell’IVA sul basilico, rosmarino e salvia. In un periodo di crisi, tassare i prodotti tipici italiani, rimuovendo i dazi ai prodotti alimentari nord africani, rappresenta un formidabile metodo di “genocidio” gastronomico-culturale.
E in generale, i progressivi aumenti IVA imposti all’Italia, nel quadro dell’austerità europea, hanno sempre di fatti depresso i consumi come mostra il grafico.
italy-consumer-spending

In questo quadro, dove i prodotti italiani vengono chiaramente penalizzati, se dovesse arrivare la ratifica del TTIP per dare spazio magari all’importazione di un ipotetico pesto ogm venduto meno della metà rispetto a quello tipico genovese, si può chiaramente capire che l’eccellenza italiana dell’agroalimentare subirebbe un colpo micidiale.
La spremuta d’arancia di sinistra sarà esclusivamente di provenienza nord africana, mentre quella con arance siciliane verrà considerata populista.
L’UE intanto giustifica tutto ciò come mezzo per abbassare l’aliquota sul gioco d’azzardo, giustamente è cosa nota la dipendenza pericolosa da basilico, con quel suo aroma ad esempio.
Buon appetito…

Jean Sebastien S. Lucidi

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