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1984, 1992, 2011, 2018

1984, 1992, 2011, 2018

1984

di Jacopo Cioni

La finanza mondialista ha mezzi, uomini, denaro, influenze, infiltrazioni e soprattutto tempo, hanno tutto il tempo che vogliono e lo usano saggiamente.

In Italia si è assistito a cambiamenti epocali che nella medesima matrice possono ritrovare il sunto.

1992, 2011, 2018 sono tre date che hanno segnato e segneranno tre di questi cambiamenti, insieme a molti altri, ma in queste date la finanza oligarchica ha determinato svolte politiche nel nostro paese atte al corretto svolgimento del piano in essere, la conquista economica dei paesi europei, Italia compresa.

Nel 1992 si è avuto l’epilogo della distruzione della prima Repubblica. Tutti i partiti italiani sono stati spazzati via insieme ai loro esponenti di spicco. Tutti tranne uno. Personaggi altamente discussi dell’epoca, come Craxi, Forlani, ecc sono stati letteralmente demoliti.

Sono serviti molti anni per preparare il colpo del 1992, anni in cui le geopolitiche, le politiche interne, l’informazione, la satira hanno preparato il campo all’attacco portato attraverso la magistratura. Anni in cui si è atteso per avere, ad esempio, prescrizioni su reati di finanziamento illecito ad un ben determinato partito. Molti forse non ricorderanno fra le altre cose Grillo contro Craxi e la finta epurazione di Grillo dalla Rai.

Tensioni geopolitiche come Sigonella nell’85 o ancora l’unione delle due semiparti germaniche e ancora il Golfo persico nel 90. Azioni dei media che esaltavano l’azione moralizzatrice di mani pulite e tangentopoli. Per inciso nulla è cambiato o non si potrebbe oggi gridare di nuovo onestà onestà che è sempre trascinante per la folla che lancia le monetine.

L’Italia, o meglio i suoi esponenti politici, non era propensa a firmare dei trattati che non rispondevano alle idee iniziali di Europa Unita, ma che anzi relegavano l’Italia (e i paesi mediterranei) in un inferno, come ebbe a dire proprio Craxi anni dopo dal deserto di Hammamet.

La prima Repubblica era troppo eterogenea, la finanza internazionale necessitava di un partito forte (il partito unico già allora) e di un bipolarismo fittizio, e fu ottenuto distruggendo la prima Repubblica. Il partito unico che si era salvato dal giogo dei giudici magistralmente democratici con a capo un pre-trionfante Occhetto era pronto. In partito macchietta atto alla distrazione di massa era in formazione con l’arlecchino Berlusconi. Una maschera spassosissima che in facezie e barzellette ogni tanto infilava una verità. La finanza internazionale si crogiolava al pari di Occhetto nella certezza di aver piazzato i suoi rappresentanti esecutori all’interno delle istituzioni. Forse non avevano previsto un voto popolare che affermò il partito macchietta Forza Italia invece dei rappresentanti scelti per attuare i loro piani, ma la finanzia mondialista è flessibile e come dicevo dispone di tempo. Berlusconi fu trasformato in un ottima arma di distrazione di massa e nel gioco dell’alternanza i fieri ex-compagni con i furbi ex-democristiani firmavano ogni tipo di trattato alla facciaccia del popolo italiano che continuava divertito e scandalizzato a tirare monetine stavolta al Berlusca invece che a Craxi. Ipotizzare che un Berlusconi servisse proprio a questo, la distrazione per 20 anni? Troppo fantasioso?

Dal canto suo l’arlecchino cercava di sostituirsi nelle grazie dell’alta finanza multinazionale e si offriva come alternativa, ma la sua incostanza e poca disponibilità all’ordine precostituito lo rendevano poco appetibile e in più occasioni è stato redarguito e sconsigliato. Ricordiamo la P2 uscita con le ossa rotte e che guarda caso conteneva lo stesso programma poi attuato da un fronte massonico uscito indenne e di sponda diversa, i 500 milioni Mondadori magicamente spostati da una tasca all’altra, avvisi di garanzia pre G8, ecc ecc.

Berlusconi è stato sopportato, forse perchè anche comodo per i media con neuroni azzerati, fino al 2011, anno in cui si necessitava di una serie di strette soprattutto in ambito costituzionale. Sappiamo tutti ormai che i rappresentanti mondialisti in Patria e la finanza bancaria mondiale riuscirono in un colpo di stato bianco e privo di rumore verso il berlusca che fu definitivamente accompagnato alla porta. La inesistente controparte che vediamo oggi è l’espressione proprio di un passaggio di campanellino che nessun vero politico avrebbe mai subito ma che anzi è stato accettato come mera ricapitolazione, alla stregua poi dell’inefficiente Letta.

Il Primo Ministro scelto è indicato come qualcuno sostiene ed era già ampiamente pronto e instradato.

Inizia l’era Monti che in 17 mesi mette a segno ogni singolo colpo segnato sulla sua agenda di governo, ovviamente non scritta da lui ma da qualche bilderberghiano signore. Monti è stato talmente bravo che in meno di due anni ha potuto passare il testimone che solo per errore valutativo è finito in mano a Letta, la finanza egemone si è resa conto velocemente che si necessitava di un nuovo cavallo chiaccherone e ridanciano che radunasse le masse sotto un nuovo slogan. Come piacciono agli italiani questi slogan…. tipo rottamiamo o onestà onestà, riescono sempre a far breccia nei cervelli! Renzi fu servito con molta serenità.

Si arriva al 2018, ma forse anche prima sostiene qualche amico, in cui la finanza, a questo punto giustamente oligarchica, necessiterà non solo di un nuovo leader ma anche di un nuovo partito. Si accorgono che il meraviglioso cavallo di troia (non solo epico) PD non riesce più a radunare gli ingenui “portatori di croci” che cominciano ad apparire spaventati dall’inefficienza sociale del PD stesso e anche delle strane modifiche costituzionali che vengono promosse. Come sempre la finanza oligarchica lavora in anticipo e ha già realizzato il movimento per eccellenza per poter sostituire il cavallo bolso e non gli rimane che da scegliere chi dentro questo movimento ha le caratteristiche e capacità per illudere di nuovo la gente. La scelta sembra si sia compiuta. Uno dei massimi esponenti del nuovo e lanciato movimento sembra sia in rapporti stretti con certi personaggi. Claudio Messora lo denuncia riportando un articolo di Marco Gaiazzi e su tanto ardire rischia una querela da parte del movimento stesso. E’ incredibile come in pochi anni alcune posizioni del movimento siano cambiate pur volendo sostenere che erano sempre state quelle, comprese le visioni sulle querele.

Questo l’articolo di Messora

http://www.byoblu.com/post/notiziedalweb/un-golpe-a-5-stelle-lasse-di-maio-monti-commissione-trilaterale

1992, 2011, 2018. Tre date emblematiche, un colpo di stato magistrale da magistratura, un colpo di stato economico e un futuro colpo di stato elettorale che ritornerà ad essere fatto attraverso gli italiani stessi con un voto, un colpo di stato democratico attraverso una legge elettorale anticostituzionale tanto quanto la precedente.

Mi fermo qua perchè alla palla di cristallo devo sostituire le batterie, però, un pensierino lo farei su tutte le baggianate che ho scritto e che ovviamente sono solo frutto della mia immaginazione. In Italia tutto si svolge regolarmente sempre con massimo spirito di informazione e all’insegna di giochi politici nel rispetto delle regole della Democrazia e della Sovranità Popolare. Ci mancherebbe, vi pare che le élite finanziare possano essere in grado di fare anche solo una delle cose immaginate dalla mia fervida mente?

Ahh già… ho dimenticato 1984, mi ricorda qualcosa, ma adesso non mi sovviene.

Jacopo Cioni www.florencecity.it

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