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L’€uropa darwiniana ed una Russia a tutto gas…

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La petulante retorica €uropeista ripete che dobbiamo essere uniti a livello continentale per sfidare-interagire con i grandi del pianeta, in questo caso viene citata sempre la Cina come se fosse la novità del secolo. Ricordo che l’impero celeste esiste da più di 2000 anni e già commerciava con l’antica Roma…  Durante la crisi ucraina, le diplomazie dei Paesi europei si sono unite nel seguire la politica imposta dall’UE, NATO e USA, tutte in sintonia tra di loro e con la complicità dei media nazionali, nel distorcere la realtà dei fatti. La crisi ucraina dunque è stata un perfetto esempio riuscito di una politica estera relativa ad un’eventuale realtà di Stati Uniti d’Europa, in perfetta sintonia con gli USA mentre la parte sfidata è stato il gigante russo. Il risultato quale è stato? I governi €uropeisti che si preoccupano per le importazioni di materie prime quali il gas e nello stesso tempo si sono scagliati contro la Russia hanno ottenuto il “successo” commerciale che Mosca sposterà le forniture di gas dall’Europa alla Cina. Precisamente un contratto trentennale da 400 MLD di dollari con Pechino che prevede che la Russia fornirà al gigante asiatico 38 miliardi di metri cubi all’anno attraverso la costruzione di un nuovo gasdotto detto Power of Siberia.  Se la Russia deciderà di rifornire l’Europa e in quali determinate quantità, per come quest’ultima si è comportata sostenendo una “rivoluzione” farlocca ucraina, Mosca sicuramente non farà sconti al prezzo del gas e probabilmente ci saranno rincari che daranno non pochi problemi alle già disastrate economie nazionali del vecchio continente. Non a caso Barroso (NON eletto da nessuno) ha già espresso preoccupazione affermando che la Russia non può togliere il gas all’Europa dimenticandosi che costui ha sostenuto l’invasione NATO fino ai confini con la Russia. Ma non solo, le transazioni tra Cina e Russia verranno fatte con le loro rispettive monete nazionali, escludendo il dollaro come valuta mondiale, per non parlare di un euro in stato comatoso. Malgrado ciò le diplomazie europee unite, coordinate e presuntuose hanno risposto con il bluff dell’isolamento e delle sanzioni verso Mosca, quando questi non si rendono conto che stanno dando la collaborazione anzi collaborazionismo nell’isolare i loro singoli Stati sovrani dal resto del continente euroasiatico. Davanti a questo scenario, mi chiedo se questa messa in comune delle diplomazie nazionali a livello europeo siano stato un vantaggio.  Ovviamente no, se la diplomazia italiana fosse stata sovrana, avrebbe sicuramente mantenuto sani e convenienti rapporti commerciali per i propri interessi nazionali con la Russia, partner strategico per il nostro Paese senza nessuna interferenza da parte di poteri sovranazionali, anzichè sostenere gigante e miope diplomazia europea. Essere piccoli può dare quella elasticità per affrontare questo mondo globalizzato (affermazione tanto amata dagli €uropeisti della porta accanto) anzichè essere parte di un gigante d’argilla come l’UE o peggio ancora ipotetici Stati Uniti d’Europa gestiti da arroganti soggetti i quali addebitano ai cittadini i loro errori.  Se una parte dell’UE sbaglia, questa si trascinerà a catena tutto il resto del continente, mentre la sovranità nazionale assicura una tutela da questi effetti domino. La morale della favola è stata che per essere “uniti” e grandi, l’Europa ha contribuito con la vicenda ucraina a polarizzare il mondo.

Pertanto l’affermazione “uniti” per evitare le guerre tra piccoli Stati sovrani lascia il tempo che trova se poi una volta grandi ed “uniti” dobbiamo fare la guerra ai giganti in un mondo che è stato appositamente reso polarizzato. La rinascita dell’Europa passa per la fine di questa €uropa.
Notate bene le ultime due vocali E ed €.

 

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